Lunedì 27 Agosto 2012

Fisco, Bergamo evade di più
Allarme per il «nero» in Lombardia

L'evasione fiscale fa rotta su Bergamo. Da una classifica stilata da Il Sole 24 Ore di lunedì 27 agosto la situazione della nostra provincia non è delle più rosee. Al 56° posto, e quindi a metà classifica, ha perso posizioni e ha quindi incrementato di 35 punti il suo punteggio rispetto al 2006 in merito al suo livello di rischio evasione.

Una situazione che va di pari passo con i dati regionali. Se infatti la crisi economica riscrive la geografia del rischio di evasione fiscale, e le regioni del Sud  restano in cima alla classifica del «sommerso potenziale», la situazione sta soprattutto peggiorando nel Centro-Nord e in particolare in Lombardia.

Secondo la classifica, sono Trieste e Milano ad essere le province migliore, Bergamo è invece al 56° psoto con Sondrio e Cremona e ha eprso 35 posizioni in 6 anni. Maglia nera Casserto, Agrigento, Catania e Ragusa, dalla 100ª alla 103ª posizione.

Ma come è stata pensata questa ricerca? Gli studiosi sono partiti da sette indicatori di benessere - dalle auto di lusso alle case di pregio - e li hanno condensati in un numero che esprime il rapporto tra ricavi e spese: fatta 100 la media naizonale, dove il punteggio è più alto vuol dire che i consumi sono in qualche modo «giustificati» dai redditi, dove invece il punteggio è basso, significa che si spende in media più di quanto si dichiara al fisco. Quindi cresce il rischio che ci siano somme incassate in nero.

Analizzando i dati della Lombardia, Milano esce un po' dalla mischia e la situazione si fa più critica analizzando le altre province, tra cui appunto Bergamo, ma anche Pavia, Cremona, Varese, Lecco, Como e Mantova, che hanno peggiorato i loro dati. «Mediamente la Lombardia ha eprso reddito - spiegano da "Il Sole" - mentre i consumi sono rimasti sostanzialmente gli stessi.». Questo quindi non significa necessariamente che il rischio-evasione sia aumentato: in molti casi il reddito risulta superiore ai consumi perchè le famiglie potrebbero aver attinto ai loro risparmi. Resta il fatto che le ricadute della crisi hanno accresciuto «il grado di stress cui è sottoposto il sistema economico, accendendo alcune spie d'allarme che potrebbero essere approfondite dall'Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza» sottolineano da «Il Sole».

fa.tinaglia

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