Venerdì 02 Novembre 2012

Pontirolo abolisce lo scuolabus
«No» dei genitori, sindaco contestato

Le magliette con la scritta «Scuolabus? Sì, grazie» indossate dai consiglieri di minoranza non sono bastate. Nell'ultima seduta del Consiglio comunale di Pontirolo l'amministrazione cittadina ha confermato l'abolizione del servizio scuolabus.

I 27 bambini che fino allo scorso anno scolastico lo utilizzavano, d'ora in poi dovranno andare a scuola a piedi o accompagnati dai genitori in auto. Per ricompensarli di questo disagio il Comune ha deciso di prevedere a loro favore un rimborso chilometrico secondo il tariffario dell'Aci. Rimborso che può arrivare fino a un massimo di 500 euro per ogni bambino trasportato. Questa alternativa però non è proprio piaciuta ai genitori che hanno partecipato numerosi al Consiglio comunale indossando anche loro, per protesta, la maglietta con la scritta «Scuolabus? Sì, grazie».

A nessuno il sindaco Pierangelo Bertocchi ha consentito di parlare. Ci hanno pensato a dar loro voce i consiglieri di minoranza delle liste Pdl-Lega Nord e «Certezza e futuro» che hanno presentato una mozione congiunta chiedendo il ripristino dello scuolabus.

«I soldi non sono un'alternativa al servizio - ha sostenuto il consigliere Roberto Bonomi - ci sono dei genitori che stanno prendendo sul lavoro dei permessi provvisori per poter portare i loro bambini a scuola. Ma quando le loro aziende non glieli daranno più, cosa faranno? Ci sono poi anche dei casi di famiglie che non hanno l'auto». Parole che non hanno impietosito la maggioranza della lista «Uniti per Pontirolo».

L'assessore all'Istruzione Erika Bertocchi ha ribadito le motivazioni alla base della scelta dell'abolizione del servizio il cui costo era di 55 mila euro l'anno: «Troppi per poco più di 20 bambini. Abbiamo deciso di razionalizzare queste risorse investendole in altri servizi scolastici che andranno a favore di tutta la popolazione scolastica» di circa 500 alunni. «Nel frattempo comunque - ha aggiunto l'assessore - ci siamo preoccupati di dare un'alternativa, come appunto il rimborso chilometrico, ai genitori rimasti senza scuolabus. Negli altri paesi della Bergamasca dove questo servizio è stato abolito l'amministrazione comunale non ha fatto tanto».

Più duro l'intervento del primo cittadino. «Fino ad ora lo scuolabus era una comodità riservata a coloro che abitano a più di due chilometri dalle scuole - ha detto Pierangelo Bertocchi -. Ma non c'è nessuna legge che stabilisce che questo servizio deve essere obbligatoriamente offerto dal Comune».

e.roncalli

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