Domenica 09 Dicembre 2012

«Zio Lorenzo e gli altri 4 mila
sepolti in fondo al Mar Egeo»

Che fine ha fatto Lorenzo Messi? È morto? Quando e dove? Dov'è adesso? Nella memoria dei familiari Lorenzo Messi, di Seriate, è dato disperso (e nel 1954 dichiarato morto) nel mese di febbraio 1944, nel naufragio di una nave con altri soldati italiani.

Chiamato al servizio militare viene spedito in Albania e nell'ottobre 1942 inviato con il 331° Reggimento Fanteria sull'isola di Rodi nel Mar Egeo. Con l'armistizio dell'8 settembre 1943 i soldati italiani, senza direttive operative, sono allo sbando. E in balìa dei più temerari tedeschi.

Che l'11 febbraio 1944, requisito il piroscafo (nave da carico) norvegese Oria, vi inscatolano 4.046 soldati italiani che si erano rifiutati di aderire al nazismo. Sono i cosidetti Imi (Internati militari italiani). L'Oria, con equipaggio norvegese, è dirottato verso il Pireo, porto di Atene, dove i soldati sarebbero stati ingabbiati su carri merci ferroviari e spediti ai campi di concentramento.

Su quella nave c'era Lorenzo Messi. Questo e tanto altro, con opportune ricerche, inanellando i fatti fra di loro, ha scoperto il nipote Lorenzo Messi (chiamato con lo stesso nome dello zio). Così, lentamente, un tassello alla volta, si va disegnando il mosaico degli ultimi giorni del giovane soldato bergamasco. Aveva solo 22 anni. Di quella nave si sa tutto o quasi.

Il piroscafo Oria salpa da Rodi alle 17,40. Il giorno dopo è in vista del Pireo ma una tempesta lo scaraventa sugli scogli di Medina nell'isola di Patroklou e affonda. Del suo carico di oltre 4.000 persone si salvano 37 italiani, 6 tedeschi, 5 uomini dell'equipaggio compreso il comandante Bearne Rasmussen. Morti quasi tutti. E nessuna comunicazione ai familiari.

«Su quella nave e fra quei morti c'era mio zio - riferisce Lorenzo Messi - perché nella storia del piroscafo Oria ho trovato l'elenco dei militari partiti per il continente il giorno 11 febbraio 1944».

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m.sanfilippo

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