Venerdì 01 Febbraio 2013

Bergamo, assistenza domiciliare
17 mila ore di servizio in meno

È durato un paio d'ore, venerdì mattina, l'incontro tra l'assessore comunale alle Politiche Sociali, Leonio Callioni, e i rappresentanti dei sindacati sul destino del servizio di Assistenza Domiciliare (Sad) dopo che nei giorni scorsi si era parlato di tagli e dopo che i lavoratori avevano avviato anche lo stato di agitazione.

A rappresentare gli utenti del servizio (soprattutto pensionati) ma anche i lavoratori che lo erogano, c'erano Lorenzo Gaini di Spi-Cgil, Giacomo Pessina per la segreteria provinciale Cgil e Roberto Rossi della Fp, mentre per la Cisl Sergio Carminati e per la Uilp-Uil Lia Selogni.

“L'amministrazione comunale - dicono i sindacalisti - ha confermato la riduzione degli stanziamenti dedicati al servizio di Assistenza Domiciliare, o meglio, ha confermato l'erogazione della stessa cifra complessiva del 2008 che, ovviamente, si traduce automaticamente in una diminuzione delle ore finanziate: per il 2013 la diminuzione sarà dunque di 17 mila ore (da 112mila del 2012 a 95mila per il 2013) a fronte di una situazione sociale sempre più difficile”.

“Il Comune, tuttavia, ha annunciato di voler estendere il servizio di ‘Custodia Sociale' in cui si prevedono punti di ascolto per facilitare l'integrazione tra servizi erogati e volontariato sui temi dell'assistenza domiciliare. Certo non si compensa la perdita di parte del servizio SAD ma consideriamo ugualmente positiva e utile la sperimentazione. L'amministrazione, su nostra richiesta, ha poi preso l'impegno di riconvocarci una volta assegnato il finanziamento che il Governo ha destinato alla Regione Lombardia e che dovrà essere ridistribuito fra i singoli Comuni del territorio: il nostro impegno è quello di far convogliare parte di quelle risorse governative proprio sul SAD per compensare, seppur parzialmente, la riduzione del servizio”.

Il taglio di ore complessive si è già tradotto in un accordo sindacale con le cooperative Ati Solco Città Aperta-Solco Ribes: “L'intesa ha salvaguardato i livelli occupazionali comportando tuttavia una riduzione di ore e di conseguenza degli stipendi - aggiungono i sindacalisti -. Le cooperative si sono, poi, impegnate ad integrare l'orario a fronte di ulteriori stanziamenti economici”.

Il problema dei tagli si è posto nella delicata fase di passaggio di gestione del servizio (a partire dal 1° febbraio) e con l'adozione del nuovo capitolato derivato dalla co-progettazione tra Comune di Bergamo e Ati Solco Città Aperta-Solco Ribes. Il personale interessato al passaggio è composto da 88 persone (interamente part time) di cui 87 donne.

r.clemente

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