Venerdì 08 Febbraio 2013

Lombardia, lotta allo smog
L'Ue conferma i fondi 2014-20

La Commissione europea, nell'ambito della programmazione 2014-2020, è pronta a finanziare nuovi interventi, mirati, che vadano a incidere sulla qualità dell'aria. Ne dà notizia il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, insieme all'assessore all'Ambiente, Luciano salvemini,reduce dalla missione istituzionale a Bruxelles. Nei diversi incontri che sono intercorsi con gli alti funzionari dell'Istituzione europea si è parlato anche di gestione delle acque e di Valutazione di impatto sanitario (Vis).

PRONTI NUOVI FONDI - Fondi confermati, dunque, per quanto riguarda la lotta all'inquinamento. "I nostri interlocutori - spiega l'assessore - ci hanno garantito che, nell'ambito della programmazione del prossimo settennio, sono previsti finanziamenti per azioni integrate in strategie strutturali di lungo termine, adottate su scala geografica adeguata (nazionale/bacino Padano) e abbiamo l'innovazione tecnologica come driver. E noi ci stiamo muovendo proprio in questa direzione".

Una "buonissima notizia" anche per il presidente della Regione Lombardia, secondo il quale viene riconosciuto "non solo il lavoro sin qui svolto, ma anche la modalità di sistema con la quale è stato approcciato il problema. Gli interventi di lungo periodo e strutturali sono gli unici che danno risultati concreti e per questo auspichiamo che si rafforzi la collaborazione dello Stato centrale (che ancora non ha varato il Piano nazionale dell'aria) e con l'Unione europea".

LA QUALITÀ DELL'ARIA - "Particolare interesse - prosegue l'assessore - ha infatti suscitato il nostro Piano sulla qualità dell'aria. Le 91 misure contenute nel corposo documento, costruito grazie all'apporto di Enti e associazioni che con noi condividono l'urgenza di fare sempre qualcosa di più contro le diverse fonti emissive, sono state molto apprezzate".

I rappresentanti della Commissione europea hanno anche fatto sapere che tra le aree principali di interesse scientifico in riferimento alle fonti inquinanti vi sono proprio quelle su cui Regione Lombardia insiste da tempo, in modo particolare e con provvedimenti strutturali, cioè trasporti, riscaldamento domestico, agricoltura ed emissioni transfrontaliere.

PIANO ARIA NAZIONALE E DISTRETTI - Tutto ciò ha rafforzato la convinzione di entrambi gli interlocutori che anche il Governo italiano debba adottare quanto prima un Piano aria nazionale. Un vero e proprio vademecum per l'individuazione di misure nazionali, per l'introduzione di discipline e norme omogenee su tutto il territorio. In questo senso, dunque, è stata molto ben vista anche la proposta dell'assessore di introdurre già in Lombardia e nelle regioni limitrofe i "distretti ambientali".

Vale a dire ambiti territoriali omogenei - che potrebbero non coincidere con i confini provinciali -, nei quali attuare norme che tengano conto delle peculiarità delle singole zone.

L'Europa, in particolare, sta valutando la possibilità di considerare le aree ritenute critiche quali laboratori in cui supportare azioni e soluzioni sperimentali.

L'ACQUA - Regione Lombardia è stata invitata a entrare negli Action Groups, i nuclei operativi per l'implementazione della "European Innovation Partnership on Water", da finanziare nell'ambito del programma "Horizon 2020", con importanti e positive ripercussioni in termini di contributo della Regione allo sviluppo delle politiche europee sulle acque e la possibilità di avere un buon posizionamento nelle diverse opportunità di finanziamento della CE.

LA VIS - Regione Lombardia, come spiegato dall'assessore con una Comunicazione alla Giunta, sta lavorando a un progetto sperimentale, innovativo e multidisciplinare, che definisca una metodologia per valutare l'impatto - sulla salute dell'uomo - della realizzazione di ogni nuovo impianto, progetto o altra forma di intervento (di pianificazione del territorio o ambientale) che necessita di autorizzazione. La Vis (Valutazione impatto sanitario), appunto, ha destato l'interesse di tutti gli interlocutori, che hanno considerato l'iniziativa sfidante, visto il livello di complessità dell'obiettivo, e rispondente all'esigenza attuale di integrare le politiche ambientali con quelle sanitarie.

«Sono molto soddisfatto degli incontri avuti a Bruxelles - conclude l'assessore - certamente tanto è stato fatto, ma non pensiamo certo di essere arrivati». (Ln)

a.ceresoli

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