Mercoledì 27 Febbraio 2013

Papa Giovanni, cimice in sala operatoria
Ad accorgersi è proprio il paziente

Una cimice in sala operatoria. Lo conferma anche l'Azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII: l'insetto sarebbe finito, svolazzando, addosso a un chirurgo che stava operando in una sala di day surgery, quelle mini-sale operatorie appositamente attrezzate per gli interventi «leggeri» e di routine che richiedono per il paziente al massimo un ricovero in una giornata.

Sale di day surgery dove, nel nuovo ospedale, i pazienti vengono solitamente sottoposti agli interventi di cui necessitano in anestesia locale e sono quindi svegli: proprio come il paziente che martedì 26 febbraio, sveglissimo, ha visto, con tutti gli altri presenti nella sala di day surgery, la cimice.

Si trattava di un intervento di tipo ortopedico e la presenza dell'insetto, che certo ha colto tutti di sorpresa, non ha creato alcun tipo di allerta. Né lo creerà, visto che non sarebbero state disposte particolari azioni di disinfestazione, oltre a quelle di routine e obbligatori per legge. Ma da dove arrivava la cimice? Dai soffitti? Da qualche buco nei muri? O dai pavimenti? L'Azienda ospedaliera, confermando che la cimice sì, c'era, ma evidenzia che con tutta probabilità l'insetto veniva dall'esterno, e comunque esclude che provenisse dai controsoffitti, visto che quelli delle sale operatorie sono sigillati, proprio per motivi di sicurezza e di igiene.

Le ipotesi più accreditate sono due: o la cimice era negli imballaggi di materiale vario che dall'esterno viene portato all'interno del Papa Giovanni XXIII, per esempio farmaci e dispositivi che vengono consegnati quotidianamente, oppure attraverso gli indumenti che gli operatori indossano sotto gli abiti sterili per la sala operatoria.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 27 febbraio

fa.tinaglia

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