Venerdì 01 Marzo 2013

Polveri sottili e inquinamento
Bergamo è ottava in classifica

Milano è terza nella classifica regionale dell'aria più inquinata da polveri sottili. «Vince» la speciale classifica Brescia, seguita da Monza. Bergamo è ottava, nella parte bassa della classifica. Fanno meglio solo Pavia, Varese, Como e Lecco.

Lo dice il rapporto di fine inverno di Legambiente. Milano non è messa tanto bene, con una media dall'inizio dell'anno di 56,4 microgrammi/mc, contro un valore tollerato come media annua pari a 40 microgrammi/mc. A Monza la situazione decisamente peggiore, con una media di 60,3. Solo Lecco fino ad oggi non ha superato il valore medio tollerato, attestandosi a 37,7 microgrammi/mc.

Tutti i dati sono nel file allegato

Complessivamente, seppur decisamente fuorilegge, si tratta di dati decisamente migliori di quelli del 2012, quando a Milano le concentrazioni medie riferite allo stesso periodo furono di 78 microgrammi/mc. In gran parte, la causa è da ricercarsi nelle diverse condizioni atmosferiche del periodo

I temi ambientali, messi in sordina dalla campagna elettorale, tornano ad imporsi all'agenda programmatica della Lombardia. E lo fanno con i dati implacabili delle centraline Arpa dislocate nelle strade dei dodici capoluoghi lombardi, elaborati come di consueto dal rapporto di fine inverno di Legambiente Lombardia.

Anche in questo inizio 2013, nonostante la turbolenza atmosferica e il meteo che ha favorito la dispersione degli inquinanti (ben 27 giorni con pioggia o neve nella città di Milano dall'inizio anno), si sono superati tutti i parametri di 'tolleranza' per quanto riguarda l'inquinamento da polveri sottili. Certo, l'aria è stata decisamente 'meno peggio' se confrontata con i dati degli inverni di tutto il decennio appena trascorso, ma comunque in tre capoluoghi di regione (Brescia, Monza e Milano) in soli due mesi si è superata la fatidica 'franchigia' dei 35 giorni di smog (polveri al di sopra dei 50 microgrammi su metro cubo) che la legislazione europea ritiene tollerabili nell'arco dell'intero anno. E la concentrazione media di Pm10, misurata da tutte le centraline urbane di ARPA, vede quasi ovunque – con l'eccezione di Lecco – il superamento della soglia ritenuta ammissibile come media annua. Anche in questo caso Milano sale sul podio delle città più inquinate, anche se c'è chi sta peggio: è il caso di Monza, capoluogo della provincia più urbanizzata d'Italia, e di Brescia, avviluppata com'è da un asfissiante nodo scorsoio di autostrade e tangenziali su più livelli.

“Le tendenze di lungo periodo non fanno intravedere nulla di buono - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - in assenza di azioni strutturali, l'aria lombarda sarà malsana anche per i nostri nipoti. Per questo chiediamo all'amministrazione Maroni una drastica accelerazione nell'attuazione e nell'introduzione di misure anti-smog”.

Le azioni strutturali devono investire diversi campi, dalle emissioni agricole a quelle industriali, dall'efficientamento energetico degli edifici alla lotta al consumo di suolo, ma il pilastro fondamentale su cui occorre agire è quello della mobilità: moderazione del traffico e riduzione dell'eccessiva dipendenza dalla mobilità privata sono partite che la Lombardia non ha ancora iniziato a giocare. “L'unico modo per rientrare nei parametri europei di qualità dell'aria è intraprendere finalmente un percorso che porti la Lombardia a dotarsi di un sistema intelligente ed efficiente per la mobilità di persone e merci – insiste Di Simine -. Significa puntare su una forte ottimizzazione e integrazione ferroviaria della logististica, sullo sviluppo di una rete di servizi metropolitani e regionali impostati sul ferro, sul disincentivo all'uso dell'auto ovunque sia garantita una alternativa di mobilità collettiva, sul decommissioning dei grandi investimenti in infrastrutture autostradali. In questo modo si potrà avere una Lombardia più pulita e vivibile, e allo stesso tempo più efficiente e produttiva, grazie ai minori costi e tempi degli spostamenti”.

a.ceresoli

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