Regione, eletto Raffaele Cattaneo
È il nuovo presidente del Consiglio

Raffaele Cattaneo è stato eletto presidente del Consiglio regionale della Lombardia. Cattaneo, assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture nella precedente giunta regionale, ha ottenuto 49 preferenze su 80 alla quarta votazione, che prevede la maggioranza assoluta.

Raffaele Cattaneo è stato eletto presidente del Consiglio regionale della Lombardia. Cattaneo, assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture nella precedente giunta regionale, ha ottenuto 49 preferenze su 80 alla quarta votazione, che prevede la maggioranza assoluta.

Ha ottenuto nove preferenze Eugenio Casalino, candidato del Movimento 5 Stelle votato compatto dal suo gruppo consiliare. Ci sono state inoltre 20 schede bianche e due nulle. Nelle prime tre votazioni, che prevedono una maggioranza dei due terzi dei consiglieri, Cattaneo non era riuscito a ottenere il numero di preferenze necessarie per l'elezione.

Cattaneo, la cui elezione è stata salutata da un lungo applauso, ha poi presieduto l'elezione degli altri componenti dell'Ufficio di Presidenza, due vicepresidenti e due consiglieri segretari. I due vice eletti dall'Aula sono il leghista Fabrizio Cecchetti, 35 anni (48 voti), e Sara Valmaggi, 44 anni del Pd (18 voti). La carica di consigliere segretario è andata ad Eugenio Casalino, 49 anni, del Movimento 5 Stelle (28 voti) e a Daniela Maroni della lista Maroni, 57 anni, (27 voti).

Cattaneo ha parlato, nel suo discorso dopo l'elezione, di voler «ridare dignità alla politica». Un obiettivo, ha detto, che consiste nell'esercitare il potere «con la massima responsabilità per servire il bene comune» e l'Istituzione. Citando Papa Francesco («Il vero potere è il servizio») e Papa Paolo VI, Cattaneo ha definito la politica «la più alta forma di carità» e ha aggiunto: «La Buona Politica, soprattutto in una società democratica, è il grande strumento con cui il popolo si difende dalle angherie del potere».

Tre sono i principi ai quali bisogna ispirare l'azione, secondo Cattaneo: la sobrietà («il buon esempio deve partire da quest'Aula»); l'ascolto («Basta con la politica che parla e non dice, occorre l'umiltà di saper ascoltare»); i risultati («dimostriamo coi fatti che la politica serve»). La sfida odierna è quella tracciata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Quel che rischia di perdersi è il senso del bene comune - ha continuato -, dell'interesse generale che dovrebbe spingere a una larghissima assunzione di responsabilità».

Un nuovo regionalismo Cattaneo si è poi soffermato sull'urgenza di «dare una prospettiva politica alla Lombardia». E a questo proposito ha tracciato un breve profilo storico del federalismo in Italia, specificando che il Consiglio regionale si trova davanti al «compito storico» di dare vita a «un nuovo regionalismo che sappia costruire una vera unità europea, un'Europa dei popoli e delle Regioni», un'Europa che valorizzi le autonomie, oggi vessate da poteri centrali che fanno di tutto per ridimensionarle.

L'altro imprescindibile principio da seguire su questa strada, ha detto, è la sussidiarietà, sia verticale che orizzontale «via maestra e criterio guida per mettere al centro la persona».

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