Venerdì 26 Aprile 2013

È una giornalista bergamasca
a informare i cinesi sull'Italia

Di famiglia bergamasca - i fratelli Calvi uccisi durante la Prima guerra mondiale e a cui è dedicato il monumento di piazza Matteotti erano suoi parenti - Marzia De Giuli, 33 anni, è la corrispondente da Milano dell'Agenzia cinese Xinhua-Nuova Cina.

Nata a Brescia ma cresciuta a Bergamo, è molto legata alla nostra città dove risiedono ancora i suoi genitori e dove ha frequentato la scuola media e il liceo scientifico Mascheroni. Di recente è stata eletta nel consiglio dell'Associazione Stampa Estera in Italia di Milano che raggruppa novanta corrispondenti esteri.

Come nasce la sua passione per la Cina?
«Da piccola provavo un grande fascino per le culture diverse e soprattutto per le lingue come il cinese che influiscono sul modo di vivere. E così ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Lingue Orientali di Venezia».

Come ha cominciato a lavorare come giornalista?
«La passione per questo mestiere mi è venuta in un secondo momento. Durante gli studi universitari non avevo intenzione di fare la giornalista. Appena laureata mi hanno offerto delle collaborazioni e così ho cominciato a scrivere. Dopo il mio soggiorno in Cina dal 2003 al 2007 per perfezionare la lingua, mi sono iscritta al master di giornalismo della Cattolica di Milano. Dopo varie collaborazioni con quotidiani italiani tra cui anche L'Eco di Bergamo dove scrivevo di esteri, da qualche anno collaboro con Xinhua-Nuova Cina».

Con che occhi la Cina guarda la nostra provincia?
«Con interesse sia dal punto di vista turistico che imprenditoriale. I cinesi conoscono Bergamo per le sue bellezze ma hanno un occhio di riguardo per la produttività e per l'operosità delle sue aziende. Durante le mie corrispondenze mi è capitato spesso di riscontrare interesse per le iniziative delle imprese bergamasche. I motivi di attrazione ci sono».

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m.sanfilippo

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