Sabato 18 Maggio 2013

Insulti tra genitori alla partita
I bambini giocano a porte chiuse

Sabato 18 maggio i giocatori Under 12 dell'Aurora Seriate Volley e dello Scanzorosciate giocheranno la loro partita di pallavolo a porte chiuse e in campo neutro. E certamente non per colpa loro, ma a causa delle intemperanze di un gruppo di genitori-ultrà e dei dirigenti che non sono riusciti a gestire la situazione.

L'episodio risale al 4 maggio scorso. Nel palazzetto di Scanzorosciate si stanno sfidando l'Under 12 maschile di casa e i coetanei dell'Aurora Seriate Volley. Gli ospiti conducono 2-0, ma improvvisamente i giocatori e i dirigenti della squadra di casa abbandonano il campo. Dall'inizio della partita, infatti, i genitori-ultrà di Seriate cominciano ad inveire contro l'arbitro – un dirigente dello Scanzorosciate che, come da regolamento, sta dirigendo la partita – provocando presto la reazione dei genitori-ultrà di casa e scatenando una serie di insulti che coinvolgono anche i dirigenti.

La Federazione, sentite le due parti, decide in un primo momento di sospendere le partite del sabato successivo (11 maggio) in cui avrebbero dovuto essere impegnate le due società, e una settimana dopo di sanzionarle assegnando la sconfitta e multando di 80 euro lo Scanzorosciate e di 50 euro l'Aurora e disponendo una partita a porte chiuse e in campo neutro in programma per oggi.

Nel comunicato si parla di «comportamento altamente diseducativo tenuto dai propri tifosi al seguito e dai dirigenti che non sono intervenuti per prendere i necessari provvedimenti contro gli stessi». Ma non tutto è finito al termine della gara, perché l'avvocato Consuelo Locati, madre di un baby giocatore dell'Aurora, ha presentato addirittura un esposto alla Procura.

Dura la Federazione: «L'obiettivo del campionato under 12 è far giocare i ragazzini nel modo più sereno possibile - commenta il presidente Osvaldo Milesi -. Il campionato under 12 non è agonistico, ma promozionale. Il senso del provvedimento preso dalla federazione è che ai ragazzi si garantisce di poter continuare a giocare, ma lontano dai condizionamenti e dai comportamenti dei genitori».

Leggi di più su L'Eco di sabato 18 maggio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata