Nuclei familiari con disabili
Dalla Regione un fondo innovativo

Riorganizzazione della funzione dei consultori in Centri per la famiglia, istituzione di uno specifico fondo a sostegno delle famiglie fragili, maggiore attenzione alle situazioni di povertà, istituzione di un fondo per la realizzazione di interventi e programmi di reinserimento sociale.

Riorganizzazione della funzione dei consultori in Centri per la famiglia, istituzione di uno specifico fondo a sostegno delle famiglie fragili, maggiore attenzione alle situazioni di povertà, istituzione di un fondo per la realizzazione di interventi e programmi di reinserimento sociale, nuove misure di sostegno economiche alla natalità, alla maternità e alla paternità, valorizzazione dei Centri di Aiuto alla Vita, potenziamento del piano di azione regionale per la disabilità con particolare attenzione a minori e a fragilità psichiche, nuovi interventi di contrasto al fenomeno delle ludopatie, creazione di uno sportello unico per il welfare, sviluppo degli interventi domiciliari.

Sono i contenuti principali delle linee guida dell'azione di governo che l'assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato Maria Cristina Cantù ha illustrato stamattina mercoledì 29 maggio in Commissione «Sanità e assistenza» presieduta da Fabio Rizzi (Lega Nord). La Cantù ha confermato anche l'istituzione di un fondo innovativo per le famiglie lombarde attraverso il quale realizzare interventi e programmi di sostegno rivolti ai componenti fragili del nucleo familiare, con particolare riguardo per le persone non autosufficienti, con gravi disabilità, affette da ludopatie o vittime di violenze.

Infine per la realizzazione di interventi economici a sostegno dei genitori separati è stato stanziato un milione di euro, destinati nella misura massima di 2.400 euro per ogni progetto personalizzato di aiuto della durata massima di 6 mesi. «Ho particolarmente apprezzato la sottolineatura fatta dall'assessore sulla necessità di restituire protagonismo e centralità agli Enti locali nella gestione delle politiche socio-sanitarie e socio-assistenziali - ha detto il vicepresidente della Commissione Angelo Capelli (Pdl) - e in tale ottica va salvaguardato anche il rapporto territoriale che i Comuni devono avere in modo diretto con l'Asl di riferimento. Solo così ci potrà essere garanzia di efficienza nella programmazione, nell'acquisto e nei controlli, e un'integrazione sempre più stretta tra gli ambiti sanitari e socio-assistenziali potrà consentirci di recuperare maggiori risorse». Capelli ha quindi difeso lo strumento del voucher definendolo utile e positivo anche per il controllo della spesa.

Di parere opposto il gruppo del Partito Democratico, che negli interventi della vicepresidente del Consiglio Sara Valmaggi e dei Consiglieri Carlo Borghetti, Marco Carra e Gianantonio Girelli ha chiesto invece «una forte e significativa rivisitazione dello strumento del voucher che si sta dimostrando inadeguato sia per la presa in carico delle persone che per il controllo della spesa sociale». Il Partito Democratico, pur condividendo le linee guida enunciate, ha sottolineato come «alle dichiarazioni di principio e agli intendimenti illustrati, dovranno ora seguire adeguati stanziamenti e coperture finanziarie: restiamo pertanto in attesa di capire e vedere quale sarà l'entità delle necessarie variazioni di bilancio, in particolare quella legata all'operatività del fondo innovativo per le famiglie, e auspichiamo infine che si creino le condizioni per facilitare la presa in carico delle persone da parte dei Comuni».

Soddisfazione per la relazione dell'assessore è stata espressa dal presidente della Commissione Fabio Rizzi, in particolare «per la grande attenzione data alle situazioni di fragilità e di povertà familiare e alla fascia anziana. Il settore socio-sanitario e socio-assistenziale presentava ancora alcune zone d'ombra che dovranno essere eliminate e migliorate, mettendo la famiglia al centro delle politiche sociali. Dobbiamo anche rivalutare il ruolo degli Enti locali - ha aggiunto Rizzi - soprattutto in un'ottica di sempre maggiore integrazione tra ambito sanitario e sociale in particolare a livello periferico».

Il presidente della Commissione ha infine confermato un giudizio positivo sull'utilità del voucher, anticipando però che dovranno essere apportati correttivi e modifiche a questo strumento sulla base delle indicazioni che perverranno da chi sul territorio ne dispone e ne fa uso direttamente.

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