Martedì 11 Giugno 2013

Un po' di Atalanta per Papa Francesco
Da un tifoso la sciarpa nerazzurra

Appassionato di calcio lo è, e adesso magari tiferà anche un po' Atalanta. Il sito Atalantini.com riporta la notizia di un tifoso nerazzurro, il bergamasco Christian, che lo scorso 3 giugno, in pellegrinaggio a Roma, ha avuto l'occasione di incontrare Papa Francesco, consegnandogli la sciarpa nerazzurra dell'Atalanta.

La sciarpa è stata ritirata da una delle guardie della sicurezza mentre il Pontefice, che ama molto lo sport e il calcio, salutava i fedeli. «Grazie Christian, da parte di tutti i tifosi Atalantini per aver portato a questo Papa straordinario per umanità e semplicità, un simbolo dei nostri colori nerazzurri» scrivono da Atalantini.com

Il pellegrino, nonchè tifoso, ha anche scritto una lettera al Pontefice.
«Buongiorno Santità, sono un pellegrino bergamasco che oggi, lunedì 3 giugno, è venuto qui a Roma a rendere omaggio al Papa Buono, il Papa bergamasco, Giovanni XXIII, di cui ricorre il 50° anniversario della morte. Le porgo in regalo un pensiero umile all'apparenza ma molto importante per tanti bergamaschi, la sciarpa della nostra squadra di calcio - l'Atalanta - che per molti di noi rappresenta una vera e propria seconda fede (e per molti, la prima..). Anche Lei è un uomo di sport e di calcio, e sono certo che accetterà con simpatia questo piccolo gesto; glielo leggo negli occhi e in quello splendido sorriso che mi sta regalando. Come forse saprà era la squadra per cui tifava anche il nostro amato Papa Roncalli; è la squadra in cui hanno militato e tutt'oggi vi giocano tanti argentini, alcuni davvero ottimi: Maschio, Calvanese, Caniggia, Denis, Talamonti, Tissone, Scaloni, Pellegrino, Parra, Moralez solo per citarne qualcuno. Quello che forse non saprà è che in 106 di gloriosa storia la nostra Atalanta ha vinto un solo trofeo importante: la Coppa Italia dell'anno 1963. Sì, proprio 50 anni fa ... e proprio il giorno precedente alla scomparsa del nostro compianto Papa... Una coincidenza tanto assurda. Gli amici Gino, Bruno e Beppuccio che sono un po' più anziani di me, mi raccontano che all'epoca, quando loro erano ragazzini, a Bergamo non si festeggiò mai questa storica vittoria, proprio perchè la città risvegliatasi prima campione, piombò poi nel lutto più doloroso alle 19.49 di quel nefasto 3 giugno 1963. Grazie Santità per aver accettato questo dono e per non averlo considerato una mancanza di rispetto. In quella manciata di secondi in cui ci siamo guardati, mentre il Suo agente di sicurezza si interponeva tra noi due, avrei voluto dirle tutte queste cose. Ma sono certo che senza parlare ci siamo comunque capiti, con quello sguardo e quel sorriso. Grazie Santità». Firmato Christian «Maradoni».

fa.tinaglia

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