Giovedì 27 Giugno 2013

Capriolo assalito da cani randagi
Presolana, troppi animali incustoditi

Un capriolo è stato assalito da un gruppo di cani randagi a Castione della Presolana. A intervenire il corpo di Polizia Provinciale dopo la segnalazione di un automobilista che, nelle prime ore di mercoledì mattina, era in transito nei pressi del Passo della Presolana, in località Donico, quando ha notato un capriolo ferito che cercava di sfuggire a una muta di cani vaganti.

Immediatamente l'uomo ha allertato la polizia provinciale che ha inviato una pattuglia del nucleo ittico venatorio. L'animale, un capriolo maschio adulto di circa 3 anni d'età, era ancora vivo ai bordi della strada ma con il corpo martoriato dell'attacco dei cani, ferite tali da indurre il veterinario ufficiale ASL a disporne la soppressione e il trasferimento della carcassa all'Istituto Zooprofilattico per i successivi accertamenti anatomo patologici.

Nel frattempo gli agenti della Polizia provinciale hanno perlustrato la zona e intercettato i cani riuscendo a bloccarne quattro, tutti meticci, tra i quali c'erano i responsabili dell'aggressione al capriolo, particolarmente aggressivi. Gli animali sono stati consegnati all'accalappiacani convenzionato con il Dipartimento di prevenzione veterinario dell'Asl di Bergamo e trasportati presso la struttura di Levate dove saranno visitati e identificati per risalire ai proprietari.

Tutti i cani infatti, ai sensi della normativa vigente, dovrebbero essere registrati dal padrone entro 15 giorni dal possesso o 45 giorni dalla nascita, mediante l'applicazione di un microchip. La presenza di cani randagi o incustoditi era già stata segnalata nella conca della Presolana nei mesi precedenti: l'intervento di mercoledì e i successivi controlli che la Polizia Provinciale effettuerà nei prossimi giorni sono finalizzati ad una soluzione definitiva del problema.

«Il randagismo è un fenomeno negativo anche per la fauna selvatica - spiega l'assessore alla Polizia Provinciale Fausto Carrara -: ungulati (caprioli, cervi, mufloni e camosci) e altri piccoli mammiferi muoiono per cause riconducibili alla presenza di cani incustoditi. Le regole per una serena convivenza tra fauna selvatica e animali domestici vanno rispettate, insieme a una sempre maggiore responsabilità da parte dei proprietari. Da parte del corpo di Polizia Provinciale l'attenzione è massima anche su questo aspetto».

fa.tinaglia

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