Venerdì 28 Giugno 2013

Cemento, Paratico «maglia nera»
Bene Lovere e Riva di Solto

«Consumo anche questo?». È la domanda provocatoria che Legambiente, in questi giorni sull'Iseo, ha lanciato giovedì da una piccola area verde di Paratico, il Comune in provincia di Brescia «che - scrive Legambiente in un comunicato sta,mpa - si è distinto negativamente, più di ogni altro, per il consumo di suolo tra i comuni rivieraschi, così da meritarsi la bandiera nera dell'associazione ambientalista».

Davanti ad uno degli interventi edilizi iniziati di recente in riva al lago, il Cigno Verde ha manifestato la propria indignazione con lo striscione «Che vergogna!» e allestendo un finto cantiere.

«Solo a Paratico infatti - prosegue Legamabiente - sono in costruzione nuovi edifici a lago per 9.400 metri cubi piu' altri 60mila metri cubi nella zona umida “Delle Lame". E proprio in questi giorni il consiglio comunale ha approvato un nuovo intervento per 5.500 m3. Se  aggiungiamo anche l'area ex Montaldo Griffoni in cui saranno insediati altri 43mila metri cubi il consumo di suolo assume proporzioni davvero insostenibili con il 35% del territorio "urbanizzato",  oltre il 60% di quello utile».

«Negli ultimi anni questa zona è diventata un villettificio. Nonostante la crisi e la quantità di alloggi vuoti, si continua a costruire ai soli fini speculativi – rimarca Dario Balotta, presidente del Circolo Basso Sebino -. Il rischio ormai evidente é di  saturare di ogni spazio libero, rendendo pesantissimo l'impatto ambientale del cemento sul Sebino». Una situazione confermata dai dati diffusi dagli ambientalisti, che mostrano, dal 1999 al 2009, un aumento delle aree urbanizzate a Paratico del 14,8%, pari ad oltre 26 ettari.

Ed e' tutta la costa del lago d'Iseo ad essere sottoposta alla minaccia continua della cementificazione: nei 16 comuni rivieraschi delle provincie di Brescia e Bergamo tra il 1999 e lo stesso 2007 si è urbanizzata una quantità di territorio pari a 146 ettari, più di 60 metri quadri al giorno. La superficie urbanizzata complessiva ammonta, secondo i dati del 2007, a ben 2168 ettari, il 12,4% del territorio, un valore non distante dal dato medio provinciale di Brescia (11,3%) e Bergamo (13,9%).

«Eclatante - prosegue Legambiente - anche il caso di Monte Isola, dove sono decine gli edifici sfitti ma l'attività di costruzione edilizia non accenna a fermarsi. Spicca poi negativamente la frazione di Clusane nel Comune di Iseo dove l'area del canneto, biotopo che in primavera accoglie la specie protetta di rospo bufo bufo, farà spazio ad un villaggio turistico. Un insediamento che in un sol colpo distruggerà l'unico corridoio ecologico ancora esistente nel tessuto urbano tra il monte Alto e la riva bresciana del Sebino».

«La tutela delle aree lacustri deve diventare un imperativo per tutti i comuni del lago – chiosa Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi -. L'eccessiva urbanizzazione è una delle cause dell'inquinamento, dell' impoverimento delle biodiversità e del peggioramento del bacino sotto il profilo paesaggistico. Il lago d'Iseo perde in competitività turistica se non mette un freno alla cementificazione e se non si attuano scrupoloso politiche sostenibili per salvaguardarne la bellezza».

Mercoledì, invece, la Goletta dei laghi di Legambiente ha assegnato ben tre vele a Lovere e Riva di Solto per la capacità di coniugare turismo e sostenibilità (solo una a Montisola e due a Iseo e Pisogne).

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a.ceresoli

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