Venerdì 05 Luglio 2013

«Roncalli e Wojtyla santi»
E' ufficiale, campane a festa

«Papa Giovanni santo». I fedeli lo invocano da sempre. E ora anche quello che era un desiderio di Papa Francesco diventa realtà. E' ufficiale: Roncalli sarà canonizzato con Wojtyla.

Papa Bergoglio ha infatti approvato i voti favorevoli della sessione ordinaria dei cardinali e vescovi circa la canonizzazione del Beato Giovanni XXIII e ha deciso di convocare un Concistoro, che riguarderà anche la canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II.

In sostanza Papa Francesco ha firmato il decreto per la canonizzazione dei due pontefici che verranno proclamati santi insieme in una cerimonia la
cui data sarà annunciata in un prossimo Concistoro che dovrebbe tenersi a settembre. Dopo il Concistoro si potrà anche sapere la data della cerimonia che si terrà nella Basilica di San Pietro, presumibilmente l'8 dicembre, ma potrebbe anche variare.

Il pontefice argentino oggi ha ricevuto in udienza privata il card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'udienza il Papa ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante il miracolo, attribuito all'intercessione del Beato Giovanni Paolo II. Di non minore importanza il decreto sulle virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Lazzati.

La notizia è stata data immediatamente al vescovo mons. Francesco Beschi, all'arivescovo mons. Loris Capovilla e al parroco di Sotto il Monte mons. Claudio Dolcini che ha fatto suonare le campane a festa.

Per diventare santi, la Chiesa prevede un secondo miracolo avvenuto dopo la beatificazione. La canonizzazione di Roncalli può però avvenire in base a quanto stabilito da Benedetto IV che nella sua opera "De Servorum Dei beatificazione et de Beatorum canonizatione" ha formulato la dottrina sulla canonizzazione equipollente: in sostanza si ha quando il Papa estende precettivamente a tutta la Chiesa il culto di un servo di Dio non ancora canonizzato, mediante l'inserimento della sua festa, con messa e ufficio, nel Calendario della Chiesa universale.

In questo atto pontificio Benedetto XIV ravvisa gli estremi di una vera canonizzazione, cioè di una sentenza definitiva del Papa sulla santità del servo di Dio. Questa sentenza, però, non è espressa con la solita formula di canonizzazione, ma mediante un decreto obbligante tutta la Chiesa a venerare quel servo di Dio con il culto riservato ai santi canonizzati. Giovanni XXIII adottò la stessa canonizzazione equipollente per San Gregorio Barbarigo.

Molti esempi di questa forma di canonizzazione risalgono al pontificato di Benedetto XIV; per esempio, i santi Romualdo (canonizzato 439 anni dopo la sua morte), Norberto, Bruno, Pietro Nolasco, Raimondo Nonnato, Giovanni di Matha, Felice di Valois, la regina Margaret di Scozia, il re Stefano d'Ungheria, Venceslao duca di Boemia e Papa Gregorio VII. Ultima in ordine cronologico quella stabilita da Benedetto XVI che ha esteso alla Chiesa universale il culto liturgico in onore di santa Ildegarda di Bingen.

e.roncalli

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