Giovanni XXIII, quella santità
ricercata per tutta una vita

di Emanuele Roncalli
Tredici anni fa la beatificazione, entro Natale la canonizzazione. Prima beato, ora santo, ma per tutti rimarrà sempre e solo Papa Giovanni. Tutta la sua parabola esistenziale è stata timbrata dalla ricerca della santità.
Su L'Eco di Bergamo 4 pagine speciali con interviste a Beschi, Capovilla e altri testimoni.

di Emanuele Roncalli

Tredici anni fa la beatificazione, entro Natale la canonizzazione. Prima beato, ora santo, ma per tutti rimarrà sempre e solo Papa Giovanni, il “Papa buono”. Tutta la sua parabola esistenziale è stata timbrata dalla ricerca quotidiana della santità. Ma Roncalli non aspirava alla canonizzazione, al decretum, non desiderava mettere in moto la fabbrica dei santi, né ad avere un posto come icona su un altare.

Voleva essere un uomo santo – questo sì -, nella pienezza del termine. La sua, del resto, si potrebbe definire una santità fruibile – se non addirittura raggiungibile - da tutti. Non è la santità del taumaturgo, del guaritore, né si mostra con i segni delle stigmate come quella di Padre Pio. Non è la santità del mistico in estasi o dell'eremita isolatosi in preghiera. E' la santità cui ognuno di noi – ci dice – può e deve aspirare.

E come santificarsi ogni giorno? Con penitenza, sacrificio, umiliazione, mettendo il proprio io sotto i piedi, tendendo verso questo fine sin dagli anni della giovinezza. A 14 anni – l'età in cui i ragazzini d'oggi aspirano al motorino e a diventare una promessa del calcio – il giovane Angelino Roncalli si chinava su un quadernetto per scrivere di santità nelle note spirituali durante gli Esercizi al Seminario di Bergamo, indicando i suoi modelli: Francesco Saverio e Francesco di Sales.

Poco più che ventenne nel Giornale dell'Anima, alla data del 2 febbraio 1903, continuava: “Il pensiero che io sono obbligato ed ho per mio compito principale ed unico il farmi santo ad ogni costo, deve essere la mia preoccupazione continua”. Ma cosa significava in concreto per Angelo Roncalli essere santo. In poche parole che cosa è un santo? E' l'interrogativo che si pose nel 1907 a 26 anni durante una conferenza per il terzo centenario della morte del card. Cesare Baronio.

Ecco la sua risposta: santo significa “sapersi annientare costantemente, distruggendo dentro e intorno a sé ciò in cui altri cercherebbero argomento di lode innanzi al mondo mantener viva nel proprio petto la fiamma di un amore purissimo verso Dio, al di sopra dei languidi amori della terra; dare tutto, sacrificarsi per il bene dei propri fratelli, e nell'umiliazione, nella carità di Dio e del prossimo seguire fedelmente le vie segnate dalla Provvidenza, la quale conduce le anime elette al compimento della propria missione: tutta la santità sta qui”.

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