Martedì 23 Luglio 2013

La storia del mitico Ciöcc
che costruisce bici su misura

D'accordo, gli americani amano le cose grandi e, spesso, finiscono per ingigantire qualsiasi situazione. Ma l'appellativo di «living legend» su un titolone di una rivista patinata, unito al viaggio intercontinentale per completare il servizio, può fugare ogni dubbio sulla veridicità della faccenda: il Ciöcc fa ancora notizia, eccome se la fa, tanto che i magazine stranieri che parlano di lui continuano a moltiplicarsi, anche ora che ha passato i settant'anni.

Lui è Giovanni Pelizzoli, per tutti Ciöcc, soprannome ereditato dal padre e portato con sé nel mondo del ciclismo, dove quelle stesse cinque lettere si sono trasformate in mito. La storia del Ciöcc è una storia a due ruote, quelle sottili e veloci della bicicletta, una delle tante che appaiono in ogni angolo del suo capannone ai margini di Curno: il racconto parte nel '67, con l'inizio dell'attività e, in parallelo, il ruolo di cambio ruota ufficiale della Settimana bergamasca, che vale la massima conoscenza di tutto l'ambiente.

«La maggior parte dei corridori mi chiamava perché voleva che fossi io a preparagli la bici: prima con il marchio Ciöcc, poi venduto, poi con quello Pelizzoli, oppure Fausto Coppi, la ditta che mi diede carta bianca e con la quale abbiamo costruito fior di vittorie, da Bugno ai Giri d'Italia di Gotti e Savoldelli, fino al podio colonizzato da Richard, Sciandri e Sorensen alle Olimpiadi di Atlanta '96».

Il meccanismo è sempre lo stesso: chi vuole una bici da corsa si presenta in quel polveroso capannone e si fa prendere le misure, innescando un processo che può durare fino a un paio di mesi e che può costare dal migliaio di euro fino a dieci volte tanto. Ce n'è per tutti, professionisti, amatori, collezionisti, gente un po' eccentrica che fa di tutto per realizzare il proprio gioiellino in oro, piuttosto che in qualche materiale stravagante: il Ciöcc annuisce, prende le misure personalmente e poi si mette a lavorare, saldare, montare l'ennesima sua creatura.

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m.sanfilippo

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