Giovedì 01 Agosto 2013

I sindaci: ci sentiamo beffati
Basta privilegi solo per alcuni

Lo sdegno è bipartisan, ma la partecipazione alla protesta di giovedì 1à agosto rischia di essere monocolore, o quasi. I sindaci lumbard si sono dati appuntamento oggi (alle 18,30) davanti alla Prefettura, in via Tasso, per manifestare contro la sentenza della Corte costituzionale che dichiara illegittime le multe ai Comuni siciliani (e di tutte le altre Regioni a Statuto speciale) che hanno sforato il Patto di stabilità.

«Un'iniziativa aperta, non targata, perché il pronunciamento della Consulta è una beffa per tutti i sindaci, indipendentemente dall'appartenenza politica», hanno definito il presidio il segretario provinciale del Carroccio Daniele Belotti e il coordinatore dei sindaci padani Gianfranco Masper. Ci saranno il presidente della Provincia Ettore Pirovano e il sindaco di Bergamo Franco Tentorio, ma - vuoi le assenze per ferie, vuoi precedenti impegni - sarà difficile allargare. Tutti, nel merito, condividono le ragioni della discesa in piazza, ma molti daranno forfait.

Come Efrem Epizoi, alla guida, con una lista civica, del Comune di Urgnano, due volte sanzionato per aver sforato il Patto di stabilità: nel 2010, punito con minori trasferimenti statali per 80 mila euro e nel 2011 con 300 mila euro in meno. «I Comuni sanno in coscienza di dover fare dei sacrifici, ma se tutti vengono trattati allo stesso modo - spiega -. Le sanzioni subite hanno pesato sul nostro Bilancio. Siamo costretti a razionare gli interventi per la sicurezza, delle scuole e degli edifici pubblici, e a dilazionare di mesi i pagamenti alle imprese per rispetto del Patto. Come faccio a spiegare ai miei cittadini che non posso asfaltare le strade, quando altri Comuni vengono invece agevolati?».

Epizoi ritiene quindi «assolutamente negativa» la sentenza della Consulta e «assolutamente condivisibile» la protesta di oggi, anche se annuncia che non ci sarà una rappresentanza del suo Comune, «perché avevo già convocato la Giunta per oggi, non per motivi politici».

Anche per il democratico Claudio Armati, a capo dell'Associazione dei Comuni bergamaschi, è difficile dire se oggi ci sarà una partecipazione di centrosinistra, «anche se ormai - ammette - non ha molto senso ragionare con queste etichette. La sentenza della Corte costituzionale è un ulteriore segno che va cambiato il sistema dei carichi di peso del debito pubblico. Non può una parte di Italia restarne fuori e un'altra farsene carico».

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m.sanfilippo

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