Domenica 11 Agosto 2013

Francesco: «Io, prete di strada
Giovanni XXIII prete di campagna»

«Giovanni XXIII è un po' la figura del “prete di campagna”, il prete che ama ognuno dei fedeli, che sa curare i fedeli e questo lo ha fatto da vescovo, come nunzio. Io mi sento prete di strada».

E' uno dei passi della lunga intervista concessa da Papa Francesco ai giornalisti sull'aereo papale diretto in Brasile. Ogni giornalista ha rivolto una domanda al pontefice.

Francesco non ha dimenticato Giovanni XXIII. Ecco un passo:

«Quante testimonianze di Battesimo false ha fatto in Turchia in favore degli ebrei! È un coraggioso, un prete di campagna buono, con un senso dell'umorismo tanto grande, tanto grande, e una grande santità. Quando era nunzio, alcuni non gli volevano tanto bene in Vaticano, e quando arrivava per portare cose o chiedere, in certi uffici lo facevano aspettare. Mai si è lamentato: pregava il Rosario, leggeva il Breviario, mai. Un mite, un umile, anche uno che si preoccupava per i poveri. Quando il cardinal Casaroli è tornato da una missione - credo in Ungheria o in quella che era la Cecoslovacchia di quel tempo, non ricordo quale delle due – è andato da lui a spiegargli come era stata la missione, in quella epoca della diplomazia dei “piccoli passi”. E hanno avuto l'udienza – 20 giorni dopo Giovanni XXIII sarebbe morto - e mentre Casaroli se ne andava, lo fermò: “Ah Eminenza – no, non era Eminenza – Eccellenza, una domanda: lei continua ad andare da quei giovani?” Perché Casaroli andava al Carcere minorile di Casal del Marmo e giocava con loro. E Casaroli ha detto: “Sì, sì!”. “Non li abbandoni mai”. Questo ad un diplomatico, che arrivava dal fare un percorso di diplomazia, un viaggio così impegnativo, Giovanni XXIII ha detto: “Non abbandoni mai i ragazzi”. Ma è un grande, un grande!»

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e.roncalli

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