Venerdì 23 Agosto 2013

Federfarma su spostamenti e aperture:
sembra facile ma ci sono molte regole

«In questi giorni, gli organi di stampa locali si sono occupati delle farmacie della provincia di Bergamo, con particolare riferimento alle attese per lo spostamento della farmacia di Via Statuto di Bergamo città e alle vicende legate alle impugnazioni di alcune delibere comunali per l'individuazione delle nuove sedi farmaceutiche».

«Questa Federazione ritiene di poter offrire un contributo utile a chiarire alcuni aspetti che non sono stati affrontati dagli articoli pubblicati in questi giorni. Innanzitutto, sotto il profilo normativo, bisogna considerare che le farmacie ospedaliere aperte al pubblico costituiscono ormai una rarissima eccezione; pare ne sia rimasta solo un'altra nella Regione Liguria, mentre quelle precedentemente istituite sono state tutte cedute ai rispettivi comuni sulla base di specifica norma».

«Queste farmacie hanno la medesima funzione delle altre farmacie pubbliche e private aperte al pubblico, ossia sono state istituite per servire la popolazione residente in una zona predefinita, secondo il criterio che, a garanzia dell'uniformità di servizio sul territorio, stabilisce un rapporto fra farmacie e popolazione residente. Con lo spostamento dell'Ospedale si è così creata la singolare complicazione di spostare anche la farmacia annessa in assenza assoluta di supporti tecnico-normativi».

«A ciò si aggiunga il problema dell'esigenza di far proseguire il servizio a favore della popolazione dell'area da abbandonare, senza calcolare la sovrapposizione di servizio nella nuova zona di destinazione la cui popolazione è già servita da un'altra farmacia. Da qui discende la complessità del problema e l'impossibilità di veder presto una soluzione; non inadempienze quindi, ma un complicato districarsi tra norme che non prevedono esplicitamente il caso esposto».

«Per quanto poi riguarda l'effetto delle liberalizzazioni, la provincia di Bergamo sarà quella che, della regione Lombardia, accoglierà il maggior numero di farmacie nuove in rapporto alla popolazione: sono 74 le nuove sedi che si aggiungeranno alle 273 esistenti. È una bella sfida per un settore che è ormai notoriamente già in crisi».

«Le farmacie, tuttavia, hanno accettato una riforma che avrebbe comunque meritato un approccio più attento ed equilibrato. Chi era vicino agli addetti ai lavori sa che sul servizio farmaceutico si è legiferato senza i dovuti approfondimenti, riformando, si può dire in una notte, una legislazione complessa, originatasi all'inizio del secolo scorso e stratificatasi poi nel corso degli ultimi decenni».

«Così, per fare qualche esempio di "sviste" conseguenti: con il concorso straordinario per soli titoli si potranno nominare titolari di farmacia che non hanno mai conseguito l'idoneità, ne' per servizio né per esami; sono state trasferite ai comuni le competenze, prima svolte dalla Regione, sulla determinazione delle nuove piante organiche, con qualche clamoroso conflitto di interesse nei casi in cui nel comune siano insediate o si insedieranno farmacie pubbliche».

«Che dire poi dei pochissimi giorni lasciati agli Ordini, alle Asl e ai Comuni per esprimere pareri e deliberare sull'insediamento delle nuove sedi!? La fretta si sa è cattiva consigliera ed è quindi più che comprensibile che qualche collega sia stato messo nelle condizioni di ricorrere contro inevitabili errori formali e/o sostanziali delle delibere comunali. Inoltre, non è da escludere che altri e forse più complicati problemi si presenteranno a livello nazionale in occasione dei prossimi passaggi del concorso straordinario».

«Questa Federazione, come per altre occasioni, non manca di confermare la propria disponibilità al confronto e alla collaborazione sui temi che riguardano il servizio farmaceutico, anche solo per favorire una corretta e approfondita informazione al pubblico».

Federfarma Bergamo
Il presidente
Dr. Gianni Petrosillo

m.sanfilippo

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