Venerdì 27 Settembre 2013

Riforma sanità: «Niente scontri
«Prima i princìpi, poi i territori»

Si sono conclusi giovedì sera in Regione Lombardia i lavori della Consulta della Sanità convocata in riunione del vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia, Mario Mantovani. All'appuntamento si sono presentati, numerosi, gli esponenti delle varie rappresentanze associative del mondo della sanità lombarda. L'assessore alla Salute, Mario Mantovani, l'assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale e Volontariato, Maria Cristina Cantù e i due direttori generali dei rispettivi assessorati hanno presentato un documento dettagliato e ben articolato che ha fornito un quadro esatto della reale situazione del nostro sistema socio-sanitario. 

PRESENTATO IL DOCUMENTO - "Linee di evoluzione del Sistema Socio-Sanitario Lombardo" è il titolo del documento che è stato proposto in slide e commentato punto per punto dagli assessori e dai due massimi tecnici di tale Sistema.  Si è proceduto dunque all'analisi del bisogno e alla valutazione del quadro economico, per parlare poi di come è cambiata l'offerta sanitaria in Lombardia.  L'assessore Mantovani ha evidenziato un dato: il 70% della spesa sanitaria è rivolta a circa il 30% della popolazione
(3 milioni di lombardi, in larga misura autosufficienti).
Per quanto riguarda gli aspetti socio-assistenziali, l'assessore Cantù ha sottolineato l'importanza dei princìpi evolutivi del modello di assistenza territoriale: prossimità, presa in carico, continuità assistenziale.

SI ATTENDONO CONTRIBUTI - La presentazione delle linee guida e dei principi che dovranno ispirare la Riforma Sanitaria è stata presentata nella parte formale dei suoi contenuti, lasciando ai successivi contributi e tavoli di discussione l'approfondimento e la valutazione degli specifici aspetti tecnici.  Sui possibili scenari evolutivi dell'attuale sistema si sono affrontati, tra i tanti altri, il tema dell'Assistenza ospedaliera che si prevede debba tradursi principalmente nel ridisegno della rete ospedaliera e nel consolidamento del trend di miglioramento continuo delle efficienze e qualità della rete.

"Tutte le proposte che avete letto sui giornali non sono motivi di scontro, ma considerateli contributi importanti. Ci aspettiamo, anche in forma scritta, le osservazioni, che in parte anche oggi ci sono state esplicitate". Così ha sottolineato il vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia, Mario Mantovani, rivolgendosi agli esponenti della Consulta della Sanità, che, riunitasi oggi a Palazzo Lombardia, ha visto l'intervento di esponenti del mondo della farmaceutica, dell'università, dell'industria, della sanità privata e delle istituzioni.

SI' AI TAVOLI DI CONFRONTO - "Le modifiche si faranno tenendo conto dei vostri propositi e delle varie proposte che, siamo certi, ci perverranno" ha ribadito l'assessore alla Salute Mario Mantovani. " A quel punto - ha precisato - partiranno i tavoli di confronto. Non abbiamo fretta. A noi importa definire al più presto i principi su cui muoverci".

IL RIDISEGNO TERRITORIALE - "Il ridisegno eventuale dei territori, piuttosto che altro, sono aspetti che ci interessano relativamente: abbiamo maggiori necessità di ricevere, invece, un contributo sui quelli che sono i principi fondanti su cui muoverci. Attendiamo quindi contributi dal mondo delle Rsa, dell'associazionismo, dal sindacato: siamo aperti ad ogni proposta". Parlando poi degli aspetti di natura economica, l'assessore alla Salute ha chiarito: "Certo se si potessero eliminare i ticket ne saremmo tutti felici. Sicuramente però ci muoveremo in un contesto di riduzione o comunque andando incontro ai bisogni sempre più emergenti delle famiglie in difficoltà, perché questo è un problema centrale".

ASSISTENZA PER I CRONICI - Nella riunione della Consulta della Sanità, durata per quasi tre ore, ha poi destato particolare attenzione l'accento posto sulla necessità di individuare un nuovo polo, diverso da quello ospedaliero, nei percorsi relativi alla cronicità. Una delle varie ipotesi riorganizzative presentate prospetta che i «presidi ospedalieri territoriali» potrebbero fornire servizi di primo intervento, ambulatoriali di I livello, di gestione del CREG, di gestione delle cure subacute e riabilitative estensive, di chirurgia ambulatoriale o diurna, di dialisi e di gestione ambulatoriale dei pazienti oncologici, integrando al loro interno servizi ADI e servizi sociosanitari. (Ln)

a.ceresoli

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