Sabato 12 Ottobre 2013

Da Biava a Jimmy Ruggeri
I gialli orobici non ancora risolti

Gian Mario Ruggeri, Sabaudin Bregu, Agostino Biava. Risolto il caso della morte di Ahmed Ammerti, gli inquirenti bergamaschi sono ancora alle prese con alcuni casi irrisolti. Il più recente, in ordine di tempo, è quello di Jimmy Ruggeri, il fratello dell'ex presidente dell'Atalanta Ivan, ucciso a 44 anni lo scorso 28 settembre davanti alla palestra che frequentava, il «CastelGym Club» di Castelli Calepio.

Due killer in moto lo hanno freddato appena sceso dalla sua Range Rover sport blu: tre colpi in corpo e due, quelli di grazia, direttamente alla testa. Un'esecuzione in piena regola, che ricorda gli omicidi della criminalità organizzata.

A due settimane dal delitto gli inquirenti non hanno ancora imboccato la pista giusta: non è infatti ancora chiaro l'ambito che ha fatto maturare l'omicidio di Ruggeri, tanto che si sono aperte diverse piste. La prima è il legame con un'inchiesta che vedeva Jimmy indagato a Vicenza per un giro frode fiscale: proprio questa settimana il quarantaquattrenne di Telgate sarebbe dovuto comparire davanti al giudice vicentino assieme ad altri ventinove imputati: la sua posizione era però già stata ridimensionata e l'accusa «scesa» alle false fatturazioni.

Qualcuno gli ha comunque voluto tappare la bocca per sempre, visto che aveva annunciato di voler patteggiare? Al momento quest'ipotesi non ha trovato fondamento. Un'altra pista porta invece direttamente in Brasile, dove Jimmy era stato, anni fa, con un'associazione di volontari di Modena, per realizzare progetti per allontanare i bambini dalla strada e coinvolgerli in attività sportive. Mentre era là ha pestato i piedi a qualcuno che ha voluto fargliela pagare? Anche questo resta, per il momento, un interrogativo senza risposta.

Sul fronte della cronaca nera bergamasca, quest'anno si era aperto con un altro omicidio, quello di Agostino Biava, allevatore di 46 anni, freddato a fine gennaio con due colpi di pistola, anche in quel caso da due sicari poi scappati tra i boschi. L'omicidio sulle colline, in via Pomarola a Villa di Serio, dove Biava viveva.

Un delitto ancora irrisolto e forse collegato con la morte di Sabaudin Bregu, 34 anni, operaio albanese, che di Biava era il genero: era stato a sua volta ammazzato nella notte tra il 21 e il 22 giugno dell'anno scorso e il cui corpo era poi stato abbandonato in una roggia nei pressi del quartiere Colognola, a sud di Bergamo.

In quel caso il killer aveva inferto ben 19 coltellate a Bregu. E, proprio a seguito di quel fatto, Biava disse: «Se sapessi chi è stato, la tentazione è di fargliela pagare, per mia figlia e per la mia nipotina». I due gialli non sono ancora stati risolti.

m.sanfilippo

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