Martedì 22 Ottobre 2013

Si compra sempre meno pane
Colpa della crisi e delle diete

Gli italiani mangiano meno pane, i bergamaschi si adeguano al trend. In tempi di forte crisi anche uno dei prodotti di maggiore consumo viene tagliato nella spesa di ogni famiglia. «Questo è un dato che non mi sconvolge - commenta Roberto Capello, presidente di Aspan (associazione provinciale panificatori bergamaschi) -. Dobbiamo considerare la questione su due fronti: se il pane inteso in senso stretto è in calo, i prodotti derivati, come pizza e focaccia, sono invece in crescita. È chiaro che i consumi sono destinati a diminuire: sono cambiate le abitudini dei bergamaschi. Mangiano spesso fuori e i nuovi ritmi lavorativi non richiedono un grande fabbisogno di carboidrati. Non dobbiamo aspettarci una ripresa delle vendite proprio per questo motivo».

I panificatori orobici dovranno quindi mettersi il cuore in pace e cercare di offrire un prodotto che rispetti sempre più le esigenze del consumatore. «Il crollo delle vendite - spiega Dario Tresoldi, titolare di uno dei forni più conosciuti in città - è evidente. Noi abbiamo riscontrato una diminuzione del 30%. Per cercare di contrastare questo fenomeno, puntiamo alla qualità e alla varietà: sforniamo pane più volte al giorno per garantire un prodotto sempre fresco e proponiamo anche prodotti con semi particolari. Il calo è dovuto soprattutto al riutilizzo del pane "del giorno prima": nessuno lo butta, lo si surgela o si preparano altri piatti».

La flessione delle vendite, inoltre, non dipende solamente da aspetti economici e sociali, ma anche medici: «I nutrizionisti - prosegue Capello - sostengono che i carboidrati fanno ingrassare e sono dannosi per la dieta. Io credo fortemente che il pane non sia uno dei fattori principali del sovrappeso».

Pane e cultura

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m.sanfilippo

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