Sabato 26 Ottobre 2013

Orio, condannati i re dei furti
Ma in contumacia, sono spariti

Il più esperto dei due, anche perché più vecchio, era «in campo» addirittura da trent'anni: la sua prima denuncia risale infatti al 1984, quando venne pizzicato dopo aver derubato un passeggero appena sbarcato a Malpensa. Ieri quest'ultimo, Besim Asllani, 45 anni, con due passaporti, serbo e kosovaro, e noto alle forze dell'ordine di mezza Europa anche con 8 differenti alias, è stato condannato in tribunale a Bergamo a tre anni di reclusione, mentre il presunto complice, il suo connazionale Bujar Arifii, di 35 anni, ha rimediato un anno e due mesi di carcere.

Due condanne in contumacia, come si dice in gergo, visto che i due imputati ieri non erano presenti in tribunale e nessuno sa di preciso dove siano: di certo, non appena verranno fermati - si presume in qualche aeroporto, viste le loro frequentazioni - scatteranno ai loro polsi le manette.

All'identità dei due è arrivata la polizia di frontiera di Orio, al termine di una lunga indagine che, già a gennaio 2012, aveva dato i suoi frutti: proprio a inizio anno, infatti, l'aeroporto bergamasco era finito nel mirino dei due serbi che, nel giro di una decina di giorni, avevano messo a segno tre furti ai danni di altrettanti uomini d'affari appena sbarcati a Orio per lavoro.

Fondamentali per le indagini sono risultate essere le riprese video delle telecamere piazzate all'interno del «Caravaggio» di Orio: i tre colpi dei quali sono accusati i due serbi (originari del Kosovo e, per questo, in possesso anche del passaporto kosovaro, avendo quest'ultimo territorio dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia) non sono infatti sfuggiti all'occhio delle telecamere.

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m.sanfilippo

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