Sabato 26 Ottobre 2013

Scoppia la polemica: il Pirellone
aumenta gli stipendi dei manager

Regione Lombardia, raffica di aumenti per gli stipendi dei manager, insorge il M5S: «Intollerabile, gli stipendi dei dipendenti pubblici sono fermi dal 2009». Per effetto della delibera varata dalla Giunta regionale il 25 luglio scorso, sono aumentati gli stipendi di 54 manager del Pirellone, su un totale di 218 in servizio: la spesa annuale complessiva per la retribuzione dei dirigenti è passata così dai 19,7 milioni di euro della scorsa legislatura agli attuali 20,4.

Tra i venti dirigenti più pagati troviamo il segretario generale Andrea Gibelli (223.200 euro), Antonio Samaritani (direttore sistemi informativi: 186.330), Roberto Albonetti (direttore attività produttive), Francesco Baroni (direttore programmazione integrata), Walter Bergamaschi (direttore generale sanità) e Anna Tavano (direttore mobilità): 186.000 euro.

Le motivazioni degli aumenti, che rientrano nelle norme di legge, sono riconducibili al cambio di guardia alla guida dell'ente regionale, in seguito all'insediamento della presidenza Maroni: nuovi incarichi, nuova posizione organizzativa e così via. Il tutto al netto di una riduzione (da 240 a 225 unità) dell'organico dirigenziale complessivo dalla scorsa legislatura a quella attuale, per via dei prepensionamenti, mentre quelli effettivamente in servizio in realtà sono aumentati da 213 a 218.

Secca la risposta di Regione Lombardia al M5S: «Il confronto con le altre Regioni italiane a Statuto ordinario evidenzia per la Lombardia un posizionamento economico e dimensionale virtuoso: le retribuzioni medie dei dirigenti sono in linea con la media nazionale, fermo restando il dato dimensionale sensibilmente inferiore rispetto al numero degli abitanti residenti che, di fatto, rende la Lombardia la più virtuosa come spesa pro capite riferita ai costi della burocrazia».

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m.sanfilippo

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