Lunedì 28 Ottobre 2013

Dipinto trafugato dopo l'armistizio
Lo aveva un collezionista bergamasco

È stata ritrovata e già riconsegnata alla Pinacoteca Civica di Latina dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale con sede a Monza, un dipinto trafugato dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 al museo statale d'arte di Littoria, come si chiamava allora la città, costituito nel 1937 su personale richiesta del Duce.

Si tratta di un paesaggio olio su tela di Arturo Tosi. Il dipinto era in possesso di una collezionista privato di Bergamo e a lui i carabinieri sono arrivati dopo la pubblicazione del catalogo della mostra «Arturo Tosi, Natura e Emozione», che si era tenuta presso un'istituzione pubblica di Brescia nel 1998.

Le indagini dei militari del Comando Tutela, dopo aver visionato materiale fotografico inerente varie mostre ed aver visto una fotografia più recente dell'opera, sono risalite al collezionista privato che lo ha consegnato immediatamente ai militari. L'opera, «olio su tela» (cm. 90X70) dal titolo «Schilpario», riportante sul verso l'etichetta di esposizione alla 1ª Quadriennale di Roma del 1931, del valore commerciale di alcune decine di migliaia di euro, è stata così formalmente restituita a Pietro Piccoli, funzionario responsabile dei musei e della pinacoteca civica di Latina.

Dal museo voluto dal Duce dopo l'armistizio sparirono circa 700 opere e 300 sono censite in un catalogo apposito. Con il passare degli anni ne è stata ritrovata una buona parte, ma molte sono state probabilmente portate all'estero. Il Nucleo del Comando Tutela Patrimonio Culturale da alcuni anni conduce indagini volte al recupero delle opere trafugate sul territorio nazionale dalle truppe naziste durante il secondo conflitto mondiale. Già nel 2009 sono state sequestrate due importanti opere d'arte trafugate in Toscana in danno di famiglie di origine ebraica ed altre sono state localizzate all'estero. Dopo armistizio dell'8 settembre 1943 venne depredato anche il museo statale d'arte di Littoria (ora Latina), costituito nel 1937 con opere donate, su personale richiesta del Duce del Fascismo, dai più insigni artisti italiani dell'epoca, alla nascente cittadina laziale. Nella banca dati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è censito l'evento del furto con oltre 300 opere descritte, alcune corredate da fotografie. Tra queste, al n.16348/63, vi era appunto l'opera di Arturo Tosi, dipinto olio su tela descritto come «paesaggio».

fa.tinaglia

© riproduzione riservata

Tags