Giovedì 31 Ottobre 2013

Falsi verbali per occultare soldi
Accuse pesanti ma da verificare

Falsi verbali per occultare soldi e altri oggetti che sarebbero spariti durante le perquisizioni. Ci sono due episodi nell'inchiesta del pm Franco Bettini che, fossero provati, sarebbero gravi. Perché parliamo praticamente di furti compiuti da uomini delle forze dell'ordine durante il servizio. Anche se le accuse per ora restano ipotesi bisognose di tutte le verifiche del caso e non è escluso che potrebbe trattarsi della vendetta di chi quelle perquisizioni ha subìto.

È l'autunno di tre anni fa, a carico di alcuni dei carabinieri della compagnia di Zogno è già cominciata l'indagine. Partita da una storia di violazione della privacy all'ospedale di Seriate e, tramite le intercettazioni, approdata al comando dell'Arma della Valle Brembana.

Nel mirino degli inquirenti, c'è il nucleo operativo radiomobile guidato dal maresciallo Vito Cavallo e i metodi di alcuni militari. Presunti favori su patenti di guida da salvare, soldi che - per l'accusa - sarebbero circolati per indagini supplementari, ingressi abusivi nei sistemi informatici protetti per fornire informazioni ad amici e conoscenti. Ma spunta qualcosa di strano anche al di là delle scrivanie e dei computer, pratiche ritenute illegittime e adottate anche quando i militari sono in servizio operativo.

Un esempio: c'è un blitz in un'abitazione Berbenno il 16 novembre 2010 per arrestare una coppia di presunti spacciatori durante il quale, per l'accusa, sarebbero spariti 3.000 euro e un paio di monili d'oro. Nella carte della Procura si ipotizza il peculato e il furto per un appuntato.

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m.sanfilippo

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