Giovedì 31 Ottobre 2013

«Solo noi lo possiamo valorizzare»
Sacbo lanciata verso Montichiari

La società aeroportuale Sacbo, che gestisce lo scalo di Orio al Serio, si è detta «fortemente interessata» a una possibile acquisizione dell'aeroporto cargo di Montichiari (Brescia) dalla società Catullo. Ad affermarlo, in una seduta della Commissione Territorio del Pirellone, è stato il presidente della Sacbo, Miro Radici.

«Siamo fortemente interessati perché pensiamo sia un'opportunità prima che per Sacbo, per il territorio», ha detto Radici, spiegando anche che «siamo pronti a trasformare la nostra proposta in un'offerta vincolante, quando Catullo lo riterrà necessario».

La proposta «seria» della Scabo era contenuta in una lettera inviata «più di un mese fa» in cui la società bergamasca si definiva «pronta a dare sviluppo all'aeroporto di Montichiari perché siamo forse gli unici che possiamo valorizzarlo perché - ha proseguito Radici - abbiamo le risorse umane e finanziarie e il know how».

«Il tema dell'aeroporto di Montichiari patisce la sua "origine" di aeroporto di servizio per il Catullo di Verona e la mancanza di programmazione da parte delle istituzioni. Nel corso degli anni si sono stesi piani industriali, ipotesi di sviluppo costantemente smentiti e non attuati. Ora si tratta di riconoscerne il ruolo da parte di Regione Lombardia, inserirlo a pieno titolo nelle potenzialità del suo territorio avviando un confronto strategico con il resto del nord Italia, e ancor di più con l'intero Paese».

Questo il commento del consigliere regionale del PD Jacopo Scandella a margine dell'audizione tenutasi questo pomeriggio in Commissione infrastrutture dell'assessore regionale Del Tenno in merito al futuro dello scalo bresciano. «Ricordo che già tre anni fa con una mozione – continua Scandella – il Consiglio regionale aveva impegnato la Giunta a farsi carico della partita Montichiari ma da allora nulla è cambiato, lo testimonia la totale anarchia nella gestione degli ultimi anni. La regione deve puntare sulla posizione strategica dell'aeroporto bresciano, inserito in due dei passanti europei e ben servito da nuove infrastrutture quali la Brebemi, funzionale a recuperare quel traffico merci che comunque preferisce punti di snodo esteri rispetto a Malpensa».

a.ceresoli

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