Mercoledì 28 Gennaio 2009

Acqua pubblica:
vittoria dei Comuni

La gestione ed erogazione dei servizi idrici potrà essere direttamente affidata dai Comuni appartenenti ai cosiddetti Ambiti territoriali ottimali (Ato) a società totalmente pubbliche: è stato infatti abrogato l'obbligo di bandire una gara. Per i sindaci e per i movimenti che hanno sostenuto il referendum si tratta di una vittoria: il consiglio regionale della Lombardia ha infatti votato all'unanimità le modifiche alla legge regionale sull'acqua, contro la quale era stato promosso il referendum sostenuto da ben 144 Comuni della nostra regione.

La decisione ha modificato la legge regionale 18/2006, che obbligava alla privatizzazione del servizio idrico mediante messa a gara. Il referendum abrogativo parziale era stato proposto da 144 comuni lombardi: in Bergamasca si erano mossi Bergamo, Gandosso, Torre Boldone e Zanica.

La Regione Lombardia ha però deciso di evitare il ricorso al voto dei cittadini e ha accolto in pieno le richieste referendarie. Ora i Comuni lombardi - dicono gli interessati - cessano di essere “di serie B” rispetto a tutti gli altri Comuni italiani e riacquistano la possibilità di poter sceglier di mantenere l’acqua, bene comune essenziale alla vita, in mani solo pubbliche, mediante aziende di diritto pubblico.

r.clemente

© riproduzione riservata

Tags