Giovedì 29 Gennaio 2009

Cgil, Cisl e Uil: per la sicurezza
bisogna fare di più e meglio

Dopo gli infortuni delle ultime ore in provincia, Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno diffuso una nota sui temi della sicurezza sul lavoro.

«L’infortunio di oggi (giovedì) accaduto a Grumello e quello di ieri (mercoledì) alla Tenaris-Dalmine dopo solo un mese dalla morte del giovane lavoratore di Spirano ci dice che l’impegno sulla sicurezza sul lavoro non è sufficiente. Insieme ai controlli delle istituzioni come l’ASL e alla formazione efficace dei lavoratori, dei loro rappresentanti, dei responsabili di reparto e imprenditori, sono determinanti le puntuali ed efficaci verifiche tecniche agli impianti. Ci rivolgiamo a tutte le aziende grandi o piccole: questo periodo di crisi produttiva e occupazionale, che non si prevede breve, non deve assolutamente far abbassare la guardia. CGIL, CISL e UIL di Bergamo sono impegnate concretamente ad affrontare la crisi e lavorano affinché il tessuto produttivo possa essere pronto alle sfide che ci attendono. La sicurezza sul lavoro continua ad essere una priorità per la quale non siamo disponibili a transigere».

«Con questo impegno da rispettare, abbiamo giudicato in modo negativo le proroghe che il Governo ha deciso rispetto all’applicazione del decreto legislativo n.81 del 2008 perché posticipano ancora per altri mesi adempimenti importanti da parte delle aziende soprattutto per quanto riguarda la valutazione del rischio e il divieto delle visite mediche “preassuntive”, cioè precedenti al momento dell’assunzione».

«Quello che diamo è un giudizio negativo nel merito degli aspetti specifici ma in particolare nel “ segnale “ di rallentamento dell’impegno nei confronti della sicurezza sul lavoro che come sindacato chiediamo invece sempre più puntuale e determinato».

«Chiediamo altresì alle parti sociali, in particolare imprenditoriali, che in Prefettura di Bergamo si sono impegnate a realizzare il progetto formativo sulla sicurezza sul lavoro per i lavoratori stranieri, di fare presto perché abbiamo già perso troppo tempo».

a.ceresoli

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