Giovedì 19 Febbraio 2009

«Condannatemi per la fuga
ma non per l'omicidio»

«Ho sbagliato perchè ho cercato di fuggire e perchè guidavo senza patente, ma se volete condannarmi fatelo per questo e non per un omicidio che non ho commesso». Continua il processo a Halmy Sayed Ahmed Alì Mamhoud, l'egiziano di 26 anni accusato di aver ucciso, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre del 2007 il connazionale Mohamad Alì Ibrahim, a Ciserano.

Halmy Sayed Ahmed Alì Mamhoud, giovedì 19 febbraio, si è lasciato a dichiarazioni spontanee e ha nuovamente ribadito la sua innocenza: «Posso essere condannato a uno o a dieci anni per la mia fuga e la guida senza documenti, ma non per omicidio: non posso tollerare di essere condannato ingiustamente». Poi ha dichiarato: «La vittima era un mio amico, non avevao alcun motivo per ucciderlo».

Halmy Sayed Ahmed Alì Mamhoud è a processo anche per l'omicidio dell'egiziano ucciso a Boltiere il 17 agosto 2007. Il filo rosso che lega i due omicidi sembra essere il movente: entrambi gli egiziani sono stati eliminati per appropriarsi di discrete somme, 10 mila euro nel caso di Tawfik Mahamed Abdallah Ismaili (la vittima di Boltiere), qualche migliaio di euro nel caso dell'immigrato trovato morto a Ciserano.

Halmy era stato catturato a Ventimiglia, mentre cercava di raggiungere la Francia in treno, il 5 novembre del 2007, pochi giorni dopo il delitto di Ciserano. A lui gli inquirenti attribuiscono anche l'omicidio di Boltiere. Tawfik era stato accoltellato nella sua casa di via Zenone, da cui erano spariti 10 mila euro. Erano i soldi che l'egiziano, in procinto di tornare in patria, aveva raccolto da alcuni connazionali che gli avevano chiesto il favore di portarli alle rispettive famiglie.

fa.tinaglia

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