Venerdì 20 Febbraio 2009

La crisi travolge i cantieri
Meno case, più manutenzioni

A Bergamo si costruisce di meno e si sistema ciò che già esiste. La manutenzione prevale sull'edificazione. Stiamo parlando di case e, ennesimo segno della crisi economica, i numeri forniti dall'Ufficio gestione del territorio dell'Amministrazione municipale dicono che dal 2007 al 2008 gli oneri di urbanizzazione incamerati dal Comune sono scesi del 27,8 per cento. Una bella botta per le casse di Palazzo Frizzoni, se consideriamo che dall'anno scorso è anche sparita l'Ici sulla prima casa. In compenso sono aumentati del 7% gli interventi di recupero delle abitazioni ma questi non sono onerosi, non richiedono versamenti al Comune per infrastrutture (strade o fognature, ad esempio).
Non si è più investito in cantieri e Francesco Macario, assessore all'Edilizia privata, rimarca che i dati riscontrati, oltre a dare un indice dell'andamento del settore, sono «una chiara prova del fatto che chi dà alla Giunta della cementificatrice sbaglia tutto. Il cemento che si vede a Bergamo è frutto dell'amministrazione precedente. Nessuno dei piani integrati di intervento vagliati dall'amministrazione Bruni è ancora partito».
Ecco qualche numero nel dettaglio. Nel 2006 l’importo totale degli oneri di urbanizzazione è stato di 11 milioni 489 mila euro, nel 2007 di 13 milioni 225 mila (+15,3% sull’anno precedente) e poi nel 2008 si è scesi a 9 milioni 557 mila. Macario fornisce alcune chiavi di lettura specifiche: «Il crollo del 2008 sull’anno prima è del 27,8%, ma è viziato da alcuni elementi: prima di tutto l’entrata in vigore del nuovo regolamento edilizio che premia chi punta sulla sostenibilità ambientale togliendo dal computo degli oneri vani scale e porzioni accessorie degli edifici. Poi, e questo è fondamentale, si sconta la crescita verticale del 2007, quando sono stati incamerati i proventi dei grandi interventi approvati dalla Giunta di centrodestra guidata da Veneziani: la Magrini, ad esempio».
Se confrontiamo il dato con il 2009, sorvolando sull’eccezionale 2007, sfioriamo il -17%. Comunque una batosta. Guardiamo poi i permessi di costruire per interventi non onerosi, i cosiddetti «piccoli»: nel 2006 erano 195, nel 2007 sono scesi a 181 (-6,2%) per poi risalire a 195 (+7,7% sull’anno prima).
E le prospettive? Il Comune di Bergamo sta approvando il nuovo Piano di governo del territorio. Ciò significa che chi aveva intenzione di costruire si è affrettato a presentare domanda per timore che le condizioni mutassero con le modifiche al piano. Negli uffici si è quindi registrato un buon afflusso di imprese, ma questo crea dei dubbi sul futuro: «All’elemento di crisi economica, e quindi di minore investimento – riflette il responsabile della Divisione gestione del territorio Massimo Casanova – si potrebbe sovrapporre quello di stasi perché molti interventi sono già stati presentati». Chi fa domanda ora deve anche partire con i lavori, quindi deve fare bene i conti con la disponibilità di fondi: il Comune per questo predispone controlli ad hoc cercando di scongiurare il blocco di un cantiere. Ma con le difficoltà creditizie dell’ultimo periodo, il rischio stop è alto. «La fase è delicata e in evoluzione – conclude Casanova –. Gli esiti saranno molto più chiari già dalla fine dell’estate 2009». Intanto, la diminuzione ha già lasciato il segno.

a.benigni

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