Sabato 28 Febbraio 2009

Apre la sede di Forza Nuova
Scontri, feriti e arresti

Lanci di bottiglie e fumogeni, scontri, cariche di polizia e carabinieri. Feriti e arresti. Quando l'inaugurazione in via Bonomelli della sede di Forza Nuova - movimento di estrema destra che nella circostanza ha richiamato a Bergamo circa 300 militanti - pareva ormai compiuta senza suscitare disordini in città, ma solo le prevedibili proteste degli antifascisti, è scoppiato il finimondo fra i manifestanti. È successo dopo le 18 di sabato 28 febbraio, quando la gente usciva dai negozi per lo shopping prefestivo e si stava recando a casa. La situazione è degenerata quando alcuni anarchici che volevano raggiungere in corteo la Malpensata (dove si erano radunati i militanti di Forza Nuova) sono stati tenuti lontani dalle forze dell'ordine. Facevano parte dei circa 600 manifestanti (tra i quali anche appartenenti a centri sociali) dell'area anarchica e della sinistra antagonista che avevano organizzato un presidio di protesta in via Quarenghi.

Sono volate bottiglie all'indirizzo di polizia e carabinieri, che hanno risposto con cariche in via Paleocapa, viale Papa Giovanni, via Bonomelli e via San Giorgio. Danneggiata un'auto della Polizia locale. Distrutta la vetrina di un negozio del centro. Una sessantina di manifestanti (19 i bergamaschi, gli altri provenienti da Milano, Brescia, Padova e Bologna) della sinistra antagonista sono stati portati in Questura: per due di loro - un ventenne di Como e un ventiquattrenne di Seriate - è scattato l'arresto per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale e porto abusivo di oggetti atti a offendere; gli altri 57 sono stati rilasciati e denunciati per corteo non autorizzato e (alcuni) per il travisamento (il volto coperto da sciarpe). Sequestrati bastoni, mazze di ferro, un martello, manici di piccone, coltelli, tirapugni, bombe carta, caschi e passamontagna. Nel bilancio degli scontri anche tredici feriti tra le forze dell'ordine e almeno un paio tra i manifestanti.

Il traffico si è immediatamente paralizzato. Code di auto da piazza Sant'Anna fino a largo Tironi. La manifestazione ha di fatto bloccato la circolazione in centro creando non pochi disagi agli automobilisti, ma anche alla gente che in strada per lo shopping è rimasta impietrita di fronte a quella vera e propria guerriglia urbana. E si sono viste scene di panico, con persone che scappavano e altre che piangevano.

La manifestazione era iniziata alle 14. Alcune strade erano state bloccate per evitare il contatto fra esponenti di Forza Nuova concentrati sul piazzale della Malpensata, pronti a dirigersi in corteo verso la sede di via Bonomelli, e i manifestanti, antifascisti, dei centri sociali e della sinistra antagonista, scesi in strada per contestare l'iniziativa. A dividere le parti uno spiegamento di forze dell'ordine: polizia, carabinieri, polizia locale e protezione civile (pattuglie arrivate anche da fuori Bergamo), dislocati in via Quarenghi, in via Paleocapa (chiusa al traffico, per sicurezza), in via Bonomelli, nell'area della Malpensata, lungo la massicciata della ferrovia e nelle zone vicine. I manifestanti che si sono opposti all'apertura della sede di Forza Nuova hanno gridato slgan e acceso fumogeni. Al termine della manifestazione gli scontri e le cariche.

Nel pomeriggio un corteo nazionale dei centri sociali ha percorso le vie del centro di Milano. La manifestazione però, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto continuare fino a quando non si fosse risolta la situazione a Bergamo. Un gruppo di partecipanti ha chiesto il «rilascio di tutti i nostri compagni» (le persone fermate e portate in Questura) e si è poi organizzato per raggiungere Bergamo.

In serata davanti alla Questura di Bergamo ha cominciato a radunarsi un'ottantina di manifestanti (poi saliti a oltre cento) della sinistra antagonista per protestare e chiedere il rilascio dei fermati, intonando cori contro la polizia. A tarda ora c'era ancora tensione. Gli accertamenti della polizia sono proseguiti nella notte, anche esaminando filmati.

a.benigni

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