Giovedì 05 Marzo 2009

Bergamo nel 2024?
Più verde e popolosa

Sono passati tre anni dalla prima delibera dedicata al Piano di governo del territorio (Pgt): allora il Comune di Bergamo autorizzava gli studi propedeutici, mercoledì, dopo sei sedute di discussione, lo strumento che sostituisce il Piano regolatore Secchi-Gandolfi e getta le linee dello sviluppo di Bergamo futura. Qualche numero: 11 ambiti strategici più dieci «extra», 52 aree di intervento e trasformazione, 1 milione 828 mila metri quadrati di superfici progettate. E poi 5,42 milioni di metri cubi di volumetrie, di cui però la quota nuova in senso assoluto si ferma a 162 mila, visto che 1,4 milioni sono «eredità» del vecchio Prg, 3,4 sono frutto di demolizioni e ricostruzioni, 460 mila sono volumi rifunzionalizzati. Ancora: 23 ettari di territorio «consumato» cui però se ne oppongono 29 di verde rigenerato all'interno degli interventi. L'attuazione dei progetti è prevista in 15 anni, con revisioni e aggiornamenti quinquennali.

UNA CITTA' PIU' POPOLOSA
La Bergamo del 2024 sarà più abitata: l'incremento è di circa 20 mila unità rispetto ai 118 mila abitanti attuali. Un incremento che però è frutto di due fattori distinti: 8.200 abitanti troveranno casa con le trasformazioni in corso già oggi, mentre poco meno di 13 mila saranno legati al Pgt in senso puro. Totale residenti stimati fra 15 anni: 138 mila abbondanti, in pratica la quota raggiunta dalla città negli anni '70. Una crescita equilibrata che teoricamente trova riscontro nella ripartizione delle superfici progettate: solo il 35 per cento degli 1,8 milioni di metri quadri è infatti destinato a residenziale.

LAVORO E CASE LOW COST
Il 27% delle superfici progettate dal Pgt è terziario, il 9 produttivo, il 14 commerciale: una pluralità di destinazioni che, se rispettata, avrà importanti riflessi sul fronte occupazionale con un incremento stimato in oltre 14 mila addetti, escludendo l'indotto. Questi posti di lavoro rappresentano una chiave per fare di Bergamo una città davvero capace di attrarre popolazione. Ma per richiamare abitanti il Pgt punta anche su altro, vedi edilizia a canone moderato e case «low cost». Oltre al Piano di zona, dedicato alla vendita, sono previsti parecchi interventi per la locazione, con un +46% di alloggi destinati all'affitto (fra edilizia residenziale pubblica, a canone calmierato, per il disagio abitativo e temporanea).

GLI AMBITI STRATEGICI

Il piatto forte del Pgt è il Documento di piano, che fissa le linee strategiche della trasformazione futura. Esso comprende gli 11 «ambiti strategici» che ospiteranno le principali trasformazioni previste in città. Ogni scheda fissa le nuove destinazioni urbanistiche, ma anche i servizi pubblici e le infrastrutture che chi opererà in zona dovrà garantire. Gli ambiti sono Porta Sud, la Cintura verde, il Polo dell'arte, quello della Cultura e degli eventi, la Porta delle valli, la Città dell'innovazione, Grumello del Piano, Largo Barozzi, la Fiera Nuova, Città Alta, l'Asse di via Carducci. Il più grande è Porta Sud, con i suoi 540 mila metri quadrati. Fra le curiosità: nel «Polo di arte, cultura e tempo libero», che esamina il futuro dello stadio e della caserma Montelungo, emerge la conferma che l'Azzurri d'Italia (quando ci saranno le condizioni) lascerà il posto a residenze (fra il 60 e l'80% della superficie), terziario al 25%, esercizi pubblici e commerciali. Il polo di «Cultura ed eventi» è quello che interessa il piazzale degli Alpini e la stazione: la rivitalizzazione dell'area è affidata a spazi anche interrati d'uso pubblico. In zona prevista la possibilità di creare un albergo e un parcheggio a rotazione sotterraneo fino a 6 piani.

VALORE ECONOMICO
Le trasformazioni del Pgt in totale valgono 519 milioni 214 mila euro, mentre i servizi che chi realizzerà le trasformazioni sarà chiamato a fornire alla città valgono 432 milioni 785 mila euro. Il Pgt si cimenta infatti nell'ardua impresa di far corrispondere pubblica utilità con interesse privato: «Abbiamo studiato le necessità dei quartieri, impostando un metodo che garantisce la copertura finanziaria dei servizi. Ogni ambito di trasformazione si realizza solo se parallelamente le risorse convergono dove previsto nel Piano», spiega Giorgio Cavagnis, coordinatore del team che ha redatto il Pgt.

IL VERDE CHE CRESCE
La Bergamo del 2024 sarà più verde, almeno in teoria. Annunciano i progettisti: «Il saldo tra le aree verdi consumate dalla nuova edificazione e quelle ora edificate liberate e destinate a verde è pari a 6 ettari». Quello della «cintura verde», si è detto, è un ambito strategico a tutti gli effetti: il suo punto forte sono le cosiddette stanze verdi. Si tratta di parchi che avranno ciascuno una dimensione media di 28 ettari, ossia otto volte quella del parco Suardi. I 77 ettari totali, insieme alle trasformazioni in corso che prevedono aree a parco, triplicheranno la quota di verde pubblico, portandolo a 19 metri quadri per abitante.

fa.tinaglia

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