Lunedì 09 Marzo 2009

Riuniti: nel 2008 meno donatori
In calo il numero dei trapianti

Agli Ospedali Riuniti si eseguono trapianti dal 1985, quando il 22 novembre venne eseguito il terzo trapianto di cuore in Italia. Dopo quasi 25 anni un meeting - sabato 14 marzo al centro Congressi di viale Papa Giovanni - sarà l'occasione anche per celebrare Giuseppe Locatelli, chirurgo pediatrico che ha fatto la storia dell’attività trapiantologica a Bergamo.

Oggi l’ospedale di Bergamo è l'unico centro in Italia in grado di eseguire qualsiasi tipo di trapianto su adulti e bambini, e nel 2008 nonostante il calo delle donazioni sono stati raggiunti altri importanti traguardi.

Gli Ospedali Riuniti si sono infatti confermati centro di eccellenza con l'ottenimento dell’autorizzazione al trapianto di intestino pediatrico - unico ospedale italiano - e per aver eseguito il primo trapianto combinato rene-pancreas.

«Il 2009 è iniziato bene, con un incremento netto nei primi due mesi dell’anno: ma il 2008 è stato un anno difficile per Bergamo, come del resto per tutta l’Italia – ha spiegato Carlo Bonometti, direttore generale degli Ospedali Riuniti -. Rispetto all’anno precedente, nel nostro ospedale sono calate tutte le tipologie di trapianto. Eseguiamo però il 70% dei trapianti pediatrici di tutto il territorio nazionale e siamo l’unico ospedale italiano a poter eseguire trapianti di intestino pediatrici. Per celebrare questi primati e la figura di Giuseppe Locatelli, il cui lavoro è stato decisivo per lo sviluppo di questa attività nel nostro ospedale, abbiamo deciso di organizzare questo meeting».

Il direttore sanitario Claudio Sileo ha spiegato che l’attività di trapianto si è ridotta a causa della riduzione dei donatori. «Questa è una realtà comune a tutto il territorio nazionale ed è dovuta a due fattori: l’aumento dell’età media dei donatori e l’introduzione di criteri più restrittivi a garanzia della sicurezza dei riceventi. Nel nostro ospedale sono aumentati, rispetto allo scorso anno, i casi di non idoneità degli organi, (10 contro i 3 dello scorso anno), motivo per il quale si è verificata una diminuzione dei donatori effettivamente utilizzati».

r.clemente

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