Sabato 14 Marzo 2009

Bettoni: «Dopo la Provincia
non mi siederò in panchina»

«Io non mollo. Non mi siedo in panchina». È il messaggio politico che Valerio Bettoni ha mandato dal tavolo della Fiera di Bergamo nel fare il bilancio di dieci anni della sua presidenza alla Provincia, non senza ringraziare tutta la sua squadra. Un messaggio forte, che non anticipa però che cosa farà Bettoni lasciata la poltrona di via Tasso. Da mesi circola voce di una lista territoriale con personaggi di spicco che siano rappresentativi del territorio ma il varo di questa creatura appare in realtà piuttosto incerto. Chiaro invece è l'altro messaggio che ha ribadito Bettoni: «Chi arriverà a governare la Provincia continui e porti a compimento il lavoro avviato. Disfare tutto vuol dire fare del male ai bergamaschi più che un dispetto a me». Bettoni, che ha sottolineato la compattezza della propria maggioranza invitando i propri assessori a restare in campo, ha insistito sulla continuità, quale che sia il partito o la coalizione che vincerà le elezioni provinciali di giugno. Ha insistito perché ha sentito che qualcuno vuole cancellare il suo operato (e si riferiva alla Lega Nord).

Ricordiamo la Brebemi e la Pedemontana tra le grandi infrastrutture alla realizzazione delle quali partecipa la Provincia. Bettoni ha citato anche la banda larga, oggi attiva in 105 comuni su 244 e che consente moderne e veloci comunicazioni telematiche. Nell'eredità che lascia la sua gestione ci ha messo pure l'aeroporto e il tram delle valli tra le infrastrutture, oltre alla realtà di un «ente sempre più azienda, sempre più credibile come istituzione, ente programmatore e di coordinamento».

Nella sua relazione - quindici pagine e un'ora e mezza di intervento davanti a una platea che, oltre a consiglieri, dirigenti e dipendenti della Provincia, annoverava rappresentanti del Pd, qualcuno del centrodestra, ma anche il sindaco Roberto Bruni, Roberto Sestini, presidente della Camera di Commercio, e l'onorevole Savino Pezzotta, presenza probabilmente non casuale nella prospettiva dei progetti politici di Bettoni - il presidente ha attaccato la Lega Nord, «che a Roma è forza di governo e a Bergamo è forza di lotta, di opposizione. Decida che cosa vuol fare del federalismo».
A questo proposito Bettoni ha messo in guardia dall'idea di chi in realtà vede il federalismo come un fine per accomodarsi su un nuovo centralismo anziché come un mezzo per governare meglio il territorio. E ha criticato la spartizione del potere a Roma, «dove si decide sulla Lombardia e su Bergamo secondo logiche di partito. Altro che autonomia».

a.benigni

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