Domenica 15 Marzo 2009

L'ingresso del vescovo Francesco
L'abbraccio di tutta la diocesi

«Percorriamo insieme le strade di questa Diocesi senza escludere alcuno». Con queste parole, durante l'omelia della Messa di inizio del proprio ministero, in Cattedrale, monsignor Francesco Beschi si è rivolto ai fedeli bergamaschi, rinnovando loro un un'accorato appello a sentirsi tutti responsabili nella testimonianza del Vangelo e nell'amore per la Chiesa e il mondo. Un appello a camminare con la Chiesa sulle strade del Concilio, una Chiesa che è «maestra», ha ricordato, e soprattutto «madre» secondo le parole di Papa Giovanni XXIII, cui ha espressamente affidato il proprio ministero episcopale nella diocesi di sant'Alessandro.

Dalle 18.46 di domenica 15 marzo monsignor Beschi è il nuovo vescovo di Bergamo. L'ufficializzazione è avvenuta con la lettura in Cattedrale della Lettera Apostolica di Papa Benedetto XVI e con l'annuncio solenne all'assemblea dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, Metropolita della Lombardia. Subito dopo l'annuncio, monsignor Roberto Amadei ha consegnato al suo successore monsignor Beschi il Pastorale e le moltissime persone convenute in Duomo per la Messa di inizio del ministero episcopale del vescovo Francesco sono scoppiuate in un caldo e prolungato applauso.
Alla celebrazione ha partecipato con grande intensità una folla di bergamaschi. Moltissime le persone che hanno accompagnato il nuovo vescovo fino in Cattedrale e con loro tutte le autorità civili e militari. Lunghi appalusi sono stati rivolti al nuovo vescovo all'interno del Duomo e un lungo e caloroso applauso è stato rivolto anche a monsignor Amadei.

LA GIORNATA DA PARATICO A BERGAMO
La Messa in Cattedrale ha concluso la giornata di ingresso in diocesi del nuovo vescovo Francesco. Una giornata intensa, cominciata con il primo incontro a Paratico e poi proseguita con le tappe a Seriate, alla chiesa del Beato Papa Giovanni, alle Clarisse di Boccaleone, in Comune e infine in Seminario e in Duomo.
Tanti incontri, tanti saluti e tanti gesti, ricchi di significato, più volte sottolineati dallo stesso Vescovo che ha idealmente incontrato l'intera diocesi e l'intera comunità bergamasca, religiosa e civile: le parrocchie, la vita consacrata, il mondo politico-amministrativo, il Seminario, le giovani generazioni, il clero e i confratelli vescovi.


FOLLA A PARATICO
Tantissima gente ha salutato monsignor Francesco Beschi davanti alla chiesa di Paratico. Sul sagrato della chiesa parrocchiale lo hanno accolto dal Vicario generale monsignor Lino Belotti, insieme al parroco di Paratico e a una ventina di sacerdoti della zona, oltre al sindaco. Accompagnato dal vescovo di Brescia Luciano Monari, di cui è stato ausiliare, monsignor Beschi è partito alle 13 da Brescia in forma privata per giungere alla parrocchia di Paratico intorno alle 14.
In festa una folla di bergamaschi, con Paratico abbellita dai festoni e dal gonfalone del Comune. A dare il benvenuto anche la banda del paese, il gruppo degli alpini e molti labari. Uno striscione su tutti ha accolto il nuovo vescovo: «Benvenuto a Paratico - vi si legge - vescovo Francesco».
Paratico, pur appartenendo alla provincia di Brescia, fa parte della diocesi bergamasca e, sul tragitto, è la prima parrocchia diocesana al confine est. È proprio qui che monsignor Beschi ha così idealmente salutato tutte le 390 parrocchie bergamasche. Il nuovo vescovo ha salutato la folla e si è fermato con i tanti bambini che lo aspettavano nei presi della chiesa parrocchiale. Qui ha baciato la terra bergamasca, per poi entrare nella chiesa dove, dopo la preghiera dei fedeli e il saluto del parroco, ha preso la parola: «Paratico è la porta che si spalanca sulla chiesa di Bergamo» ha detto il vescovo che ha poi ripetuto il significato simbolico di questa sua tappa, legame ideale con tutte le 390 parrocchie bergamasche.

A SERIATE, NEL SEGNO DI PAPA GIOVANNI. POI DALLE CLARISSE
A Seriate, il nuovo vescovo ha fatto tappa alla chiesa di Paderno, intitolata al Beato Papa Giovanni XXIII. Anche qui una grande folla lo ha accolto facendo festa e pregando poi nella chiesa. Il nuovo vescovo ha poi posto il proprio mandato «nel nome di Papa Giovanni».
il corteo è ripartito verso la città con tappa al monastero delle Clarisse di Boccaleone. Parlando ai rappresentanti della vita consacrata della diocesi di Bergamo, insieme a centinaia di fedeli, monsignor Beschi ha detto: «A Bergamo come a Brescia, la Chiesa è molto radicata. Radicata nella storia ma anche nelle nostre terre, nei nostri paesi, nelle nostre comunità. È importante questo radicamento, ma esso sarà vero, e non puramente esteriore, solo se è Gesù a essere radicato in noi. Io vorrei proprio a voi affidare questo radicamento, la testimonianza di Gesù che vive nella radicalità della vostra consacrazione».

A PALAFRIZZONI, NEL CENTRO DELLA CITTA'
La tappa successiva è stata quella di Palazzo Frizzoni, la sede del Comune di Bergamo, dove monsignor Francesco Beschi ha ricevuto il saluto delle autorità. Dopo l'accoglienza all'ingresso di Palafrizzoni del sindaco Roberto Bruni, nella sala consiliare si è svolto l'incontro con le autorità civili con i saluti del sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia Marcello Raimondi, del presidente della Provincia Valerio Bettoni, del prefetto Camillo Andreana e del sindaco Bruni. Gremita piazza Matteotti, con tanto di banda e campanari, anche nella sala consiliare ad attendere il vescovo Beschi c'erano tantissime autorità: gli onorevoli Fontana, Iannone, Sanga e Misani, ma anche Pezzotta, Gallone, Piffari e Castelli. Molti i rappresentanti della Regione, della giunta provinciale e comunale che hanno accolto il vescovo con un forte applauso. A prendere la parola per primo il sindaco Bruni: «È davvero con gioia che porgo il saluto della città al nuovo vescovo della Diocesi. Ho apprezzato - ha detto Bruni rivolgendosi a monsignor Beschi - nelle sue prime parole dal giorno della nomina, l'umiltà e il rispetto con cui si va accostando alla nuova realtà». Poi una battuta: «Tra "cugini" bresciani e bergamaschi ci sono certo più somiglianze che differenze. Calcio a parte, naturalmente...». Poi Bruni prosegue: «La sua discrezione nell'accostarsi alla nuova realtà mi spinge a farle una proposta, forse inusuale: sarò felice di accompagnarla in una visita a questa nostra città - continua nel suo discorso -. Vedrà con i suoi occhi che Bergamo è una città in fase di forte trasformazione. Credo che occorra affrontare il necessario cambiamento con fantasia, determinazione e coraggio. Soprattutto nella fase storica che stiamo vivendo». Di crisi economica e delle sue ripercussioni sul territorio ha parlato anche Bettoni nel suo discorso: «La terra bergamasca ha una forte identità - ha detto il presidente della Provincia - e l'augurio è che si lavori insieme, impegnati dalla parte dei più deboli, anche in questa fase di difficoltà e di angoscia per il futuro. La voce della Chiesa è importante e ora bisogna ridare centralità ai valori quali il lavoro, la sobrietà e la centralità della famiglia».
A salutare il vescovo Beschi anche Marcello Raimondi, in rappresentanza della Regione Lombardia e del presidente Roberto Formigoni: «Oggi - ha detto - si uniscono due delle provincie più operose della nostra terra. La Chiesa è comunità di uomini, fatto di carità e persono. Ora più che mai - ha continuato Raimondi - abbiamo bisogno di speranza e in questa giornata accogliamo lei come sorgente della nostra speranza». Ultima autorità a prendere la parola prima di monsignor Beschi il prefetto Camillo Andreana che ha auspicato «un viaggio in parallelo» tra le rappresentanze dello Stato e la Diocesi bergamasca affinchè «tra i cittadini i valori religiosi siano pratica di vita vissuta».
Visibile l'emozione del nuovo vescovo: «Una grossa emozione mi sta accompagnando in queso itinerario - ha detto -, mi auguro di arrivare al Colle con il cuore che regge». Oltre a salutare le autorità presenti, monsignor Beschi ha espresso «profonda riconoscenza per il servizio volto al bene della città di tutti, con un saluto particolare alle donne impegnate in questo compito». «La mia persona non merita tutta questa attenzione e la Chiesa, per quanto imponente, non esaurisce l’intera società bergamasca - ha continuato -. Piuttosto la vostra presenza sottolinea la consapevolezza che la fede e la religione cristiana sono un’istanza capace di contribuire alla costruzione di una città a misura d’uomo, di tutto l’uomo, di ogni uomo, di tutti gli uomini».
E per creare una città a misura d'uomo, monsignor Beschi parla di una «comunità cristiana vitale», che si realizza attraverso «le mediazioni culturali, sociali, economiche e politiche e l’assunzione di responsabilità da parte di laici ispirati dalla fede e partecipi della comunità cristiana».
Infine monsignor Beschi ha lasciato un messaggio sul libro del Comune: «Nel giorno solenne del mio ingresso nella Chiesa di Bergamo - ha scritto -, vengo accolto in questo palazzo simbolo della città. Il sentimento di profonda riconoscenza e stima accompagni il lavoro di quanti qui si prodigano per il bene della città».

I MOMENTI VISSUTI IN CITTA' ALTA
Da Palazzo Frizzoni il nuovo vescovo si è diretto in Città Alta. Qui  sono numerosi i momenti che ha vissuto: prima al Seminario vescovile, dove in chiesa ipogea ha salutato l'intera comunità (superiori, docenti, seminaristi) e i giovani che lo hanno aspettato in preghiera. Poi i giovani lo hanno accompagnato in Cattedrale, passando per via Salvecchio e la Corsarola. Al primo piano della Curia ha incontrato i preti bergamaschi e bresciani concelebranti. Poi, nel salone Giovanni XXIII, i vescovi concelebranti.
Infine partendo dalla Curia, è partito il corteo processionale verso la Cattedrale, con tappa al Battistero nella piazza antistante. Alle 18 è iniziata la solenne concelebrazione eucaristica che ha dato l'avvio ufficiale al ministero episcopale del vescovo Beschi nella diocesi di Bergamo.

L'ABBRACCIO CON LA DIOCESI

La celebrazione in Cattedrale è stata un grande, lungo, abbraccio tra il nuovo vescovo e la comunità bergamasca. È stata - ha detto il vescovo Francesco - «la celebrazione dei baci», baci di saluto tra le persone, baci di grande significato al Crocifisso, alla Cattedrale, all'Altare, al Vangelo... Una celebrazione nella quale il nuovo Vescovo ha dichiarato la propria passione e la dedizione alla Chiesa di Sant'Alessandro, ma anche ha ricevuto, da essa, una accoglienza piena di entusiasmo e di attese. I bergamaschi - gli ha ricordato il vicario generale monsignor Lino Belotti, accogliendo il vescovo Francesco in Cattedrale - hanno carattere riservato, ma sotto la brace serbano brace ardente, sono «fotografati» dal nome di due Santi come Fermo e Rustico, soldati, come fu Sant'Alessandro. I begamaschi - ha insistito - sono pronti a seguire il suo insegnamento e il suo esempio e a rispondere con affetto. Poi ha ricordato una frase di San Pio X: «Bergamo, per ciò che può consolare un Vescovo è la prima diocesi d'Italia». E ha concluso con un invito pieno di calore: «Coraggio, vescovo Francesco. Coraggio e auguri».

fa.tinaglia

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