Domenica 15 Marzo 2009

Basso Sebino, microcredito
per allontanare la crisi

Anche nella ricca zona del Basso Sebino la crisi economica spinge nuove povertà agli sportelli sociali dei Comuni. Si tratta di Adrara San Martino, Adrara San Rocco, Credaro, Foresto Sparso, Gandosso, Parzanica, Predore, Sarnico, Tavernola, Viadanica, Vigolo e Villongo. «Cittadini in difficoltà a pagare le bollette, ma anche le rette degli asili», hanno dichiarato preoccupati i sindaci di Credaro Heidi Andreina e di Sarnico Franco Dometti nel corso dell'incontro in cui Francesca Bianchi, responsabile dell'Ufficio sociale di piano dei dodici comuni dell'area, ha illustrato i contenuti del Piano di zona 2009-2011. «Con la "Borsa del sorriso" - afferma Dometti, che è anche presidente dell'assemblea dei sindaci - il Comune di Sarnico ha già dato una prima risposta. Ma non basta. Non posso permettere che un mio cittadino non mandi il figlio all'asilo perché non può pagare la retta. Per questo è allo studio della commissione sociale un piano straordinario di interventi alle persone in difficoltà».

Nuove povertà di cui tiene conto anche il bilancio di previsione 2009 dello stesso piano di zona, che è stato approvato ieri all'unanimità nella sala consiliare di Sarnico. Il documento di programmazione rivolto alle fasce deboli (anziani, minori e famiglie, handicap, integrazione stranieri, marginalità, povertà e psichiatria) della popolazione di circa 31 mila abitanti introduce lo strumento del microcredito, stanziando una somma iniziale di 15 mila euro. Interlocutori e procedure saranno messi a punto nelle prossime settimane. Questi aiuti si aggiungono ai 10 mila euro già stanziati a favore della Caritas di Villongo per i pacchi di alimenti. Impegni di spesa di cui hanno dovuto farsi carico ancora gli enti locali. Il Piano di zona del Basso Sebino per il 2009 deve infatti fare i conti con la riduzione del 10% (comunicata in via ufficiosa) della ripartizione dei fondi nazionali della legge 328 che passano dai 290 mila euro del 2008 agli attuali 260, integrati da risorse aggiuntive dei Comuni per ulteriori 210 mila euro e altri 45 mila euro di contributi regionali. In totale 515 mila euro per i soli servizi di ambito delegati alla Comunità montana: a tale spesa si devono aggiungere i costi che i singoli Comuni sostengono per erogare altri servizi nei propri territori. Per far quadrare i conti del piano, sono state ridotte le risorse per finanziare i progetti territoriali di prevenzione e promozione a favore di minori, giovani e genitori. «La contrazione di fondi pubblici, i nuovi bisogni e la crisi economica - ha sottolineato Bianchi - impongono agli amministratori di predisporre interventi e bilanci sociali integrati che riescano a muovere le risorse di tutte le forze del territorio. Per questa ragione nel Piano di zona comparirà oltre al bilancio di 515 mila euro, anche quello del sistema integrato delle politiche sociali del Basso Sebino calcolato in 2 milioni e 200 mila euro: una somma previsionale scaturita dai costi sostenuti nel 2008 dai servizi accreditati (Battello, Cdd di Castelli Calepio, Nidi, Centri ricreativi diurni)».

Tra le novità introdotte dal nuovo piano triennale: una maggior presenza nei Comuni delle assistenti sociali del segretariato sociale (numero di ore in base al numero di abitanti) e la consulta degli assessori dei servizi sociali che dovrebbe riunirsi ogni due mesi. Ente capofila del Piano di zona sarà la Comunità montana del Monte Bronzone e Basso Sebino a cui subentrerà la nuova Comunità montana dei Laghi Bergamaschi. Proprio perché si tratta di un nuovo organismo, i sindaci di comune accordo hanno deciso di sottoscrivere l'accordo di programma triennale, introducendo la misura cautelativa della possibilità di revoca motivata. «Nonostante il difficile momento - ha rimarcato Dometti a chiusura dell'incontro - il nostro piano è ben strutturato e attento ai bisogni socio-assistenziali delle nostre comunità».

fa.tinaglia

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