Mercoledì 18 Marzo 2009

Il Sociale riapre a maggio
e tornerà a essere un teatro

Il Sociale a maggio riaprirà i battenti, e tornerà - con i suoi 550 posti - a essere a tutti gli effetti un teatro. I colori scuri del passato, anche un po' inquietanti, lasceranno spazio allo splendore dell’ocra, del rosa antico, dell’azzurro e del verde acqua. Tutte tonalità originali, recuperate dopo un meticoloso lavoro da parte dei restauratori.

Con un connubio meticoloso, la struttura storica del Sociale, che si trova in Città Alta in via Colleoni, si è sposata con le nuove tecnologie costruttive e impiantistiche, per dare ai frequentatori oltre che il piacere di gustarsi spettacoli e iniziative varie anche la massima tranquillità in tema di sicurezza.

Potrà accogliere contemporaneamente 550 spettatori: 250 nella platea e circa 300 nei 75 plachi. L'obiettivo dell'amministrazione è di far tornare in Città Alta la prosa e la lirica, spettacoli più leggeri, ma anche di sfruttare il Sociale per mostre e, se possibile, di garantire l'apertura anche durante la giornata per permettere ai turisti che giungono a Bergamo di poterlo visitare.

«Da un lato – spiega Nicola Berlucchi, direttore dei lavori – c’era la volontà di mantenere inalterate le caratteristiche storico-culturali del teatro, dall’altro la necessità di adeguarlo alle normative in tema di sicurezza. Abbiamo proceduto con interventi non prevaricanti né volutamente di rottura rispetto ai materiali tradizionali presenti nell’edificio e che hanno riguardato l’intera struttura architettonica originale disegnata dall’architetto Leopoldo Pollack».

Grazie al restauro l’intero edificio tornerà alla sua destinazione originale, con il recupero anche di tutti gli spazi che erano stati occupati nel corso del tempo. Enrico Fusi, assessore alla Cultura e spettacolo di Palafrizzoni, è stato fra coloro che hanno creduto e voluto questo intervento.«C’era un dovere verso la storia – dice -. Da decenni intere generazioni si sono chieste cosa farne di questo luogo e io credo che la scelta più giusta, logica e intelligente fosse il suo recupero».

r.clemente

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