Martedì 24 Marzo 2009

Outlet, Albano rilancia
ma aspetta la variante

L'outlet alla Ca' Longa, chiuso ormai da mesi, torna e rilancia. Secondo un copione - cioè un piano urbanistico - che nel nome richiama il più classico titolo da sequel cinematografico (Ca' Longa 2), ma che in realtà rappresenta un riavvolgimento in piena regola della pellicola, per farla ripartire dall'inizio. Con nuovi attori e uno scenario così nuovo da essere vecchio, dal momento che rappresenta un'opzione datata 2001, anche se mai sfruttata a fondo dai titolari della concessione originaria, né da chi è subentrato poi. Come il Gruppo Percassi, che nel 2007 acquisì l'outlet dal fondo scozzese Awg, ventilando già allora «un progressivo rinnovamento dell'offerta commerciale con modalità ancora da definire». Modalità che evidentemente ora sono state individuate, e tradotte in un progetto che ha già ottenuto il via libera della Giunta comunale e attende l'esito della Conferenza dei servizi prevista a fine mese in Regione. «Non si tratta - spiega comunque il sindaco Dario Odelli - di nulla di immediato: l'iter è lungo, i lavori di ampliamento non partiranno prima di fine anno, quindi se ne parla come minimo l'anno prossimo. Che non è poi una tragedia, perché nel frattempo dovrebbe venir pronta anche la variante alla statale 42, e questo permetterà di assorbire l'impatto viabilistico che il centro avrà sulla zona». Un impatto che, secondo le voci critiche, sarà comunque tale da «rendere la variante obsoleta e insufficiente ancor prima che sia costruita», come sostiene il gruppo L'Alternativa di San Paolo d'Argon, che affonda i colpi definendo l'ampliamento autorizzato «davvero notevole», e l'outlet che ne uscirà «assolutamente mostruoso», oltre che portatore di «una drastica riduzione del piccolo commercio, con quartieri e territori privi degli essenziali negozi di vicinato», di «caos in tutto il settore del commercio» e di «un'organizzazione del territorio assolutamente insostenibile e selvaggia». Accuse che il sindaco Odelli respinge precisando che, appunto, «il progetto Ca' Longa 2 non è un ampliamento, ma una richiesta di adeguamento» sulla base di quanto previsto dalla convenzione originaria («datata maggio 2001, e quindi antecedente ai miei mandati») che prevedeva «una superficie lorda di pavimentazione di 22 mila metri quadrati, mentre la struttura realizzata fu di 15 mila. Nel progetto attuale, quindi, non è presente nulla che non fosse già previsto in origine». L'impatto sul commercio di vicinato «non c'è stato prima (con 35 negozi) e abbiamo motivo di pensare che non ci sarà nemmeno adesso: dovrebbe trattarsi di un outlet della moda che non farebbe quindi grande concorrenza ai negozi della zona. Inoltre abbiamo ottenuto dalla proprietà la garanzia che per la scelta del personale assunto sarà privilegiata la gente di Albano. Il che significa fino a cinquanta posti di lavoro, che in tempi di crisi non vanno sottovalutati». L'ultimo scambio di stoccate a distanza fra L'Alternativa e il sindaco Odelli è sul futuro dell'ex discoteca Quien Sabe, sul quale il gruppo di San Paolo d'Argon vede incombere l'ombra di «un ulteriore centro commerciale da oltre 8 mila metri quadrati, a pochissima distanza dalla Ca' Longa». Eventualità che Odelli esclude: «In un'area coperta di 5 mila metri quadrati troveranno spazio attività artigianali, uffici e qualche limitato spazio espositivo, utilizzabile ad esempio da un concessionario». «Nessun centro commerciale», rimarca il sindaco, che in ogni caso apre al confronto «con i vicini, e soprattutto con San Paolo d'Argon sul cui territorio potrebbe finire per sorgere una parte dei parcheggi. Ma l'operazione è necessaria, anche per recuperare uno stabile che rischia di restare in balìa di sbandati e microcriminali. E di diventare un problema per la sicurezza».

fa.tinaglia

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