Giovedì 28 Maggio 2009

Scuola, agli istituti professionali
tornano le ore da 60 minuti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato giovedì mattina i due regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali. Entreranno in vigore dall'anno scolastico 2010/2011.

Per quanto riguarda i professionali, in Italia attualmente studiano in 1.425 istituti professionali 545.229 alunni, suddivisi in 25.762 classi. Esistono 5 settori di istruzione professionale, con 27 indirizzi. Secondo il Miur con il riordino dell'istruzione professionale sarà riaffermata l'identità di questo tipo di scuola nell'ambito dell'istruzione superiore e i giovani acquisiranno le conoscenze e le competenze necessarie per ricoprire ruoli tecnici operativi nei settori produttivi di riferimento: gli studenti e le loro famiglie avranno immediatamente risposte chiare sulle possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e sul passaggio all'istruzione universitaria.

I "nuovi" istituti professionali si articolano in 2 macrosettori: istituti professionali per il Settore dei servizi e istituti professionali per il Settore industria e artigianato. Ai 2 settori corrispondono 6 indirizzi.

Il percorso "Settore dei servizi" si articola negli indirizzi: Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale; Servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica; Servizi socio-sanitari; Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera; Servizi commerciali.

Il percorso "Settore industria e artigianato", invece, in produzioni artigianali e industriali. Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti professionali confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.

Gli istituti professionali avranno un orario settimanale corrispondente di 32 ore di lezione (effettive di 60 minuti).

Gli istituti professionali avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici: in particolare gli spazi di flessibilità nell`area di indirizzo riservati agli istituti professionali, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta.

Nelle quote di flessibilità, è possibile articolare le aree di indirizzo in opzioni; introdurre insegnamenti alternativi inclusi in un apposito elenco nazionale, definito con decreto ministeriale, per rispondere a particolari esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, senza incorrere in una dispendiosa proliferazione e frammentazione di indirizzi.

Il percorso dei professionali sarà articolato in due bienni ed un quinto anno (il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione)
Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell`ambito dell`offerta coordinata di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro autonomia, sulla base di accordi con il Ministero dell`Istruzione, dell`università e della ricerca.

Sono inoltre previste più ore in laboratorio e più stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro, per apprendere in contesti operativi soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno.

Il Regolamento prevede l`introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di Dipartimenti ("Quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per favorire l`integrazione disciplinare e la progettazione formativa"); l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del lavoro, delle professioni, che ha funzioni consultive e di proposta per organizzazione aree di indirizzo e utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità; la realizzazione di un Ufficio tecnico (per gli istituti settore industria e artigianato) con il compito di organizzare in maniera funzionale i laboratori, il loro adeguamento alle innovazioni tecnologiche, le misure necessarie per la sicurezza delle persone e dell`ambiente.

I risultati di apprendimento, previsti a conclusione dei percorsi quinquennali degli istituti professionali, saranno definiti entro l'anno dal Ministero, attraverso il dialogo con i docenti, i dirigenti e il personale degli istituti professionali, e il confronto con le Regioni e le parti sociali.

Per preparare l`applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di informazione e formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l`anno scolastico 2010/2011.

a.ceresoli

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