Fara: divieti multilingue
contro i tuffi pericolosi

Salvagenti, cartelli di divieto di balneazione multilingue, sommozzatori volontari di Treviglio ed agenti della polizia locale a pattugliare le sponde del fiume Adda. Fara Gera d’Adda si prepara ad evitare che, anche quest’anno, il tratto del fiume Adda che attraversa il suo territorio diventi teatro di tragici annegamenti.

Il Comune su questo fronte detiene la «maglia nera»: negli ultimi dodici anni, all’interno dei suoi confini, sono annegate nove persone. Numeri che però non riescono ancora ad essere un monito per le persone che, ignorando i cartelli di divieto di balneazione sulle sponde, ogni anno si tuffano rischiando di essere sopraffatte dalla corrente.

Rischio ormai corso quasi esclusivamente da extracomunitari che non comprendono a fondo le insidie che il fiume nasconde: delle nove persone annegate a Fara d’Adda negli ultimi dodici anni le ultime tre erano infatti proprio extracomunitari.

Proprio per questo il Comune quest’anno ha deciso di installare per la prima volta sulle sponde del fiume Adda cartelli con «Divieto di balneazione» tradotto in cinque lingue: inglese, francese, portoghese, spagnolo e tedesco. Lo scorso anno si erano sollevate alcune obiezioni proprio per il fatto che i cartelli erano soltanto in italiano e quindi non potevano essere letti dagli extracomunitari (la maggior parte dei quali l’italiano è solo in grado di parlarlo).

Allora era stata avanzata la richiesta che i divieti venissero scritto anche in arabo, albanese e romeno. Dal Comune è stato ritenuto sufficiente tradurli nelle cinque lingue europee più diffuse al mondo.

Sotto «Divieto di balneazione» è riportata anche la prescrizione «Utilizzare il salvagente solo in caso di necessità». I nuovi cartelli multi lingue si trovano infatti in corrispondenza dei sette salvagenti, due in più rispetto allo scorso anno, posizionati la scorsa settimana sulle sponde del fiume. Tre si trovano sulla distesa verde posta ai piedi della passerella di Fara. Tre sulla sponda che confina con il parcheggio del centro sportivo in via Reseghetti. Una sulla lingua di terra che separa il fiume Adda dal canale dell’Italcementi (formalmente territorio di Groppello, frazione di Cassano d’Adda).

Proprio utilizzando i salvagenti, ai quali è legata una corda di trenta metri, lo scorso anno Diego Aber e, due giorni dopo, il carabiniere della compagnia di Treviglio Carmelo Ciulla erano riusciti a portare in salvo alcuni bagnanti. Insieme al militare si era tuffato in acqua anche l’albanese di 47 anni Peter Gjika, poi purtroppo rimasto sopraffatto dalla corrente.

È stato invece tolto il salvagente posizionato l’anno scorso sulle sponde in cemento del canale scolmatore della diga Sant’Anna. In questo punto sono morti nel 2002 un diciassettenne di Fara e nel 2006 un ventiduenne della Sierra Leone. La zona però, per i lavori in corso sulla diga, ora è stata completamente recintata e non sarà più accessibile.

Fondamentale per prevenire altri tragici annegamenti sarà anche il pattugliamento delle sponde del fiume. Quest’anno all’azione dei sommozzatori volontari di Treviglio si aggiungerà quella degli agenti della polizia locale. I primi, dotati anche della qualifica di operatori di 118, hanno iniziato la loro azione di pattugliamento delle sponde di Fara, Canonica e Cassano la scorsa domenica. La loro presenza per tutta la stagione estiva sarà garantita il sabato dalle 14 alle 19 e la domenica dalle 8 alle 19. I secondi, grazie anche al nuovo agente che entrerà in servizio il 15 giugno, rispetto all’anno scorso daranno il via ad una maggiore azione di controllo sulle sponde, applicando anche quanto previsto nell’ordinanza sindacale che stabilisce il divieto di balneazione nell’Adda e, per i trasgressori, una contravvenzione che può andare dai 25 ai 500 euro.

«Faremo quanto è possibile per evitare che quest’anno altre persone perdano la vita - afferma il sindaco Valerio Piazzalunga -, a tale scopo chiedo la collaborazione di tutti: quando vedete una persona che appare intenzionata a tuffarsi in acqua cercate di farla desistere dal suo intento oppure chiedete l’intervento delle forze preposte al pattugliamento delle sponde del fiume».

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