Venerdì 12 Giugno 2009

Boom di visite fiscali a Bergamo
Asl, esplodono i costi: 930.000 €

È cosa nota: la rivoluzione del ministro Brunetta, con il suo decreto-antifannulloni, ha dimezzato il numero dei «malati» negli enti pubblici. Ma se sono sempre meno gli impiegati, i maestri, i professori che vengono colti da inspiegabili e improvvisi malanni, aumentano i «dolori» per i medici fiscali che devono andare a fare le visite di controllo, obbligatorie sin dal primo giorno di malattia: e, come vedremo, non sono dolori da poco. Così sono dolori, e di pesante natura economica, per gli uffici pubblici, gli enti locali e statali, le scuole, insomma per tutti i datori di lavoro pubblici, che chiedono l'intervento dei medici fiscali e che devono pagare la loro prestazione: in sintesi, le visite fiscali sono aumentate in modo vertiginoso, ma non ci sono i soldi per saldare i conti con i medici.

A Bergamo si sta registrando una situazione di particolare tensione: in mezzo c'è la decisione dell'Asl di Bergamo di modificare il metodo di pagamento dei medici fiscali, che con l'Asl hanno un rapporto di lavoro da liberi professionisti. Cosa c'entra l'Asl, si dirà? C'entra perché l'Azienda sanitaria locale di Bergamo, in realtà, ha sempre fatto da «anticipatrice» dei rimborsi per i medici fiscali per conto degli enti pubblici. Esempio: una scuola chiama un medico fiscale per un controllo su un dipendente assente per malattia, il medico viene saldato dall'Asl, che a sua volta poi riceve il dovuto dall'ente pubblico quando questo ha disponibilità di cassa.

E ora sono 2.200 i controlli al mese che gli enti pubblici stanno richiedendo per le visite fiscali. Questo ha portato a un aumento dei controlli del 542%. L'Asl di Bergamo infatti deve anticipare i rimborsi per i medici fiscali per conto degli enti pubblici richiedenti il servizio, e ha registrato un aumento della spesa complessiva di 930 mila euro.

r.clemente

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