Il Pd: «Risultato pesante
Ancora troppe divisioni»

Il «pesante» risultato delle amministrative, le mosse per ripartire, le difficoltà interne e il congresso in arrivo. Il Partito Democratico orobico fa il punto dopo le elezioni del 6 e 7 giugno, aprendo la fase congressuale che porterà, il prossimo 25 ottobre, alla scelta del segretario nazionale.

L'assemblea provinciale di ieri sera, convocata alla Casa del Giovane, è iniziata con l'intervento di Mirosa Servidati, che da segretario in carica si è assunta «le responsabilità per il risultato elettorale», pur precisando che esso «non ha costituito un'eccezione negativa rispetto al resto della Lombardia, dove abbiamo perso tutte le province e i capoluoghi che sono andati al voto».

Entrando nel merito della realtà nostrana, comunque, Servidati non nasconde un risultato «pesante», con una ventina di Comuni persi, tra cui Romano e Dalmine, a fronte di dieci acquisiti. Se per le provinciali «la lista Bettoni ha sicuramente eroso dei consensi al centrosinistra, e non solo al centrodestra», più in generale Servidati rileva «una politicizzazione del voto amministrativo, per cui l'elettore ha scelto lo stesso simbolo su tutte le schede.

Lo schema bipolare si è inoltre affermato anche in molti piccoli Comuni, dove in passato invece la Lega aveva corso separata dal centrodestra». E ora si riparte dai banchi dell'opposizione (Elena Carnevali sarà capogruppo a Palafrizzoni, Franco Cornolti in via Tasso) e da «territorio, radicamento, identità e progetto: questo il poker che può rendere vincente il Pd bergamasco». Con due indicazioni: «Partiamo dal rilancio dei circoli e dall'interlocuzione con le realtà locali», conclude Servidati.

Tema ripreso da Francesco Cornolti, che vorrebbe un Pd «punto di riferimento per le numerose associazioni presenti sul nostro territorio, pur nel rispetto delle reciproche autonomie». Cornolti sottolinea quindi «la ricchezza inaspettata», ma anche alcune «fragilità» che ha riscontrato nel suo girovagare tra i circoli democratici della provincia in vista delle elezioni: «Ho osservato in alcuni casi una certa debolezza organizzativa, oltre a incomprensioni personali, legate alle storie di provenienza politica di ciascuno».

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