Mercoledì 16 Settembre 2009

Giungla di cartelli sulle strade
Segnala anche tu i «casi anomali»

Limiti di velocità, direzioni e divieti. Ovvero: la giungla dei cartelli sulle strade bergamasche, tanto che l’Ufficio tecnico della prefettura si sta muovendo per analizzare la situazione, riguardo ai semafori ma anche riguardo alla segnaletica.

Pare infatti che nella Bergamasca ci siano casi di cartelli contrastanti, a volte anomali, e comunque molto molto numerosi. Un esempio? Tre limiti di velocità in una manciata di metri è il caso della Briantea nel tratto di confine fra Curno e Bergamo. Lì chi viaggia verso il capoluogo si trova di fronte a un vero rebus. La via è quella che conduce alla rotonda Locatelli (la zona del C6 per intenderci), dove sono in corso i lavori di sistemazione della viabilità per il nuovo ospedale: in cento metri scarsi il guidatore che prima marciava con limite di 70 chilometri all’ora, si imbatte prima in un limite di 30, con la segnaletica tipica dei lavori in corso, poi in un limite di 40 (questa volta un cartello canonico su palo, s’immagina quello già presente prima del cantiere) e infine, dulcis in fundo, un bel 20. Questo, però, è una chicca per occhi di lince: il cartello è a terra, non contrassegnato da indicazioni di cantiere, seminascosto dalla vegetazione.

Anche sull’asse interurbano la segnaletica è piuttosto abbondante: da Bergamo a Seriate si incontrano limiti di 70 chilometri orari, 80, cartelli che sciolgono il divieto di superare il 70 e quindi rimandano a 90. L’alternanza non è a breve scansione come il caso di cui sopra, ma per essere ligi serve un bell’impegno. E ancora: sulla circonvallazione, all’altezza dei Mangimi Emme3 in direzione rondò delle Valli, si trovano alcuni divieti. Uno, vicino al limite dei 70 all’ora, proibisce il transito ai carretti.

«Ci sono cose che vanno aggiustate», conferma il sindaco Franco Tentorio. Che poi commenta anche la situazione dei limiti: «Rispettarli è importante, va garantita la sicurezza. I cambiamenti frequenti possono essere giustificati dal fatto che un’area urbanizzata come la nostra imponga numerose variazioni. Certo, è importante che i limiti siano posti con intelligenza, perché certe volte si rischia di creare ostacoli al traffico e alla sicurezza. Limiti troppo bassi finiscono con l’essere grida nel deserto». E alle accuse di chi dice che una situazione così confusa nasce anche per l’esigenza di far cassa, replica: «Lo escludo. Dare multe non è mai bello: il cittadino è scontento, e comunque l’obiettivo è la deterrenza al problema di sicurezza, non il fare cassa».

fa.tinaglia

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