Mercoledì 16 Settembre 2009

Don Nicoli, per anni economo della Curia

È morto domenica mattina, dopo una lunga e dolorosa malattia, monsignor Aldo Nicoli, arciprete emerito di Nembro, in passato economo del Seminario diocesano e vicario episcopale per le attività economiche. Il prossimo ottobre avrebbe compiuto 75 anni.

La camera ardente di mons. Nicoli è stata allestita nella casa parrocchiale di Nembro dove viveva. In serata la salma è stata trasferita nell'antica chiesa di Santa Maria in Borgo, sempre a Nembro (in via Mazzini), che lo stesso Nicoli aveva fatto restaurare. Gli orari di apertura della chiesa sono lunedì e martedì dalle 7.15 alle 22, mercoledì dalle 7.15 alle 14. Dalle 14 l'ingresso in chiesa sarà consentito solo alle persone autorizzate.

I funerali saranno invece celebrati nella Chiesa Arcipresbiterale Plebana di San Martino Vescovo (la chiesa parrocchiale di Nembro) dal vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi mercoledì pomeriggio, 16 settembre, con inizio alle 15.

Monsignor Nicoli nasce il 2 ottobre 1934 a Gaverina in una famiglia numerosa che esercitava l’attività di vendita di frutta all’ingrosso. Viene ordinato sacerdote il 27 maggio 1961 dal vescovo Giuseppe Piazzi. Non ha titoli accademici, però è dotato dei doni dell’intuito, della sintesi e del senso pratico delle cose. La sua prima destinazione è la parrocchia di Comenduno come coadiutore parrocchiale e direttore dell’oratorio. Un oratorio vero e adatto ai tempi però non c’era e don Aldo si mette subito all’opera, appoggiato dall’allora parroco don Pietro Gritti, che fu sempre suo padre spirituale, morto quasi centenario nel 2008.

Nel 1968 arriva in visita l’arcivescovo Clemente Gaddi, a cui il curato don Aldo illustra il progetto del nuovo oratorio e soprattutto come reperire i finanziamenti necessari pdr realizzarlo. L’arcivescovo rimane di stucco e il giorno dopo lo chiama in Seminario come economo, carica che conserva fino al 1980. Il suo primo impegno è reperire i fondi per coprire l’enorme debito rimasto dopo la ricostruzione del Seminario. Ai conoscenti dice anche di voler migliorare molte cose, perché non aveva mai dimenticato la scarsità di cibo dei suoi anni di seminarista. La totale fiducia di monsignor Gaddi su di lui viene confermata dal successore Giulio Oggioni, che lo nomina vicario episcopale per le attività economiche (1978- 82). Quest’ultimo un giorno chiede al predecessore che tipo sia don Nicoli. Monsignor Gaddi gli risponde: «È bravo, bravissimo».

Dal 1986 al 1992 è anche parroco della piccola comunità di Casale di Albino, che dota di strutture tanto da farlo diventare «un vero centro turistico, purtroppo oggi già dimenticato», come scriveva sul notiziario di Nembro. Nella storia recente de L’Eco di Bergamo monsignor Nicoli ha scritto pagine fondamentali, di cui era fiero. Superando le critiche di parte del clero e da parte laica, per migliorare la forte situazione debitoria decide di separare la Libreria Buona Stampa dall’amministrazione del quotidiano, creando la nuova società Sesa (Società editrice Sant’Alessandro), poi divenuta l’attuale Sesaab. In due anni la società dal rosso passa agli utili, che consentono la modernizzazione delle macchine da stampa, l’acquisto dell’immobile in via Canovine per la rotativa e anche di Bergamo Tv e Radio Alta.

Queste scelte erano il dna della sua personalità: pronto a capire e ad aiutare, ma deciso a stroncare chi si approfittava della Chiesa e dei suoi mezzi per proprio tornaconto. Nel 1992 viene nominato arciprete di Nembro: qui deve superare le forti diffidenze iniziali della popolazione, poiché è preceduto dalla fama di amministratore più che da quella di pastore. In poco tempo monsignor Nicoli vince però le diffidenze, migliora le strutture parrocchiale e soprattutto dà libertà e responsabilità al clero parrocchiale.

Nel corso di questi anni gli sono affidati diversi incarichi a livello diocesano (vicario locale del vicariato di Albino-Nembro, membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale diocesano) e anche dalla Santa Sede come delegato pontificio per la Compagnia di San Paolo, piena di debiti, che riesce a riportare in attivo.

Lo scorso anno mons. Nicoli è stato però colpito da una grave malattia che ha fatto presagire subito al peggio. Per questi motivi ha presentato le dimissioni da arciprete di Nembro. In questo squarcio d’anno le sue condizioni sono state altalenanti fra miglioramenti e peggioramenti: nelle ultime settimane però la malattia non gli ha lasciato più scampo e monsignor Nicoli si è spento nelle prime ore di domenica mattina.

a.ceresoli

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