Choc anafilattico, 68enne
dell'Isola ha rischiato la vita

Choc anafilattico, 68enne dell'Isola ha rischiato la vita

Un forte dolore all'inguine e poi il buio totale, con il risveglio in ospedale. È quanto accaduto nei giorni scorsi ad una signora di 68 anni, residente in un paese dell'Isola, che poco prima aveva pulito i gerani all'esterno della sua abitazione. Rientrata in casa la donna ha però sentito un lancinante dolore all'inguine ed è svenuta.

«Mi sono risvegliata in ospedale, dove ero stata trasportata urgentemente con un'autolettiga della Croce Rossa che mio marito aveva subito chiamato, dopo il consiglio del medico di famiglia - ha raccontato la 68enne -. Il medico di famiglia aveva sospettato una probabile trombosi. Invece, i medici dell'ospedale, dopo i vari accertamenti diagnostici e dai sintomi manifestati dalla signora, hanno accertato che si trattava di uno choc anafilattico, causato probabilmente da puntura da un insetto».

Nel frattempo alla signora è salita la febbre a 39,8 gradi e la sua vita è stata in serio pericolo. Le cure tempestive hanno però fatto effetto e la donna è stata dimessa con la diagnosi: «Probabile puntura di insetto». Il giorno dopo la donna ha avuto altri problemi: un forte gonfiore alla gamba, macchioline nerastre e, dietro sul polpaccio, due microscopici punti neri e un marcato rossore. I medici sospettano quindi una puntura di calabrone ma forse anche di un ragno o di uno scorpione. «Per guarire - continua la donna - è stata necessaria una settimana di riposo, antibiotici ed altri medicinali, in compagnia di forti dolori alla gamba».

«Tra le cause più frequenti dello choc anafilattico solitamente ci sono le punture di api, calabroni e vespe - spiega il primario del reparto di Medicina degli Ospedali Riuniti di Bergamo Antonio Brucato -. I sintomi sono dovuti alle immunoglobuline E (IgE) e ad altre anafilatossine che liberano grandi quantità di istamina e altre sostanze, dando luogo alla reazione allergica con ostruzione delle vie respiratorie. Il morso di un ragno della nostra zona della bergamasca può causare solo un'infiammazione fastidiosa ma non lo choc anafilattico. Così anche la puntura di uno scorpione italiano può dare disturbi per il veleno iniettato, ma modesti solo in caso sia coinvolto un bambino molto piccolo. Diversa la puntura della zecca del cane che può causare la malattia di Lyme, che si manifesta solo dopo alcuni giorni con febbre». Le persone che vogliono scoprire se sono allergiche agli imenotteri possono farlo attraverso il test del sangue nel reparto Pneumologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo: «Per cautelarsi - conclude il medico -, possono portarsi appresso l?adrenalina, che si inietta anche attraverso il vestito».

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