In bici porta a spasso il cane
Multato dai vigili ad Almé

Multato perché pedalava in bicicletta con il cane tenuto al guinzaglio. Gerolamo Cortinovis di Almè mostra, stemperando l'arrabbiatura in un sorriso perplesso, la copia del verbale della contravvenzioni contestata venerdì mattina, intorno alle 9.30, nella piazza della chiesa parrocchiale dalla Polizia Locale dell'Unione dei Comuni di Almè e Villa d'Almè.

Ventitre euro per avere infranto l'articolo 182, comma 3, del decreto legislativo 285 del 1992 (alias Codice della strada) che vieta «ai ciclisti di condurre animali» e punisce il trasgressore (comma 10) con una una sanzione amministrativa che va dai 22 agli 88 euro. «Sono quattordici anni che porto a passeggio il cane con la mia bicicletta e di punto in bianco un vigile mi ferma, mi chiede i documenti per quattro volte (di solito quando passeggio non li porto) e stende un verbale. E' assurdo, incomprensibile e vergognoso».

La triplice alleanza di aggettivi compare, tale e quale in stampatello, sulla copia giallastra della multa che giustifica i 23 euro comminati con una stringata sintesi del fatto: «Alla guida del velocipede mentre percorreva via Marconi conduceva il cane di razza boxer».

All'interno della sede di Almè della Polizia Locale gli agenti non possono commentare l'accaduto (l'onere spetta solo al Comandante) mentre il vicesindaco Luciano Cornago li consiglia di spegnere il motore della volante incustodita, con i finestrini abbassati, parcheggiata fuori del Municipio che sbuffa gas di scarico da una decina di minuti. Rintracciato al telefono il Comandante Nicola Filippetti definisce la contravvenzione “insolita, ma contemplata dal Codice della strada”. E aggiunge: «Non è questione di voler fare i pignoli o i troppo solerti, ma se si pensa un attimo alla situazione di Cortinovis la probabilità che potesse succedere qualcosa a lui e di riflesso agli altri, portando a spasso in quel modo il cane, non è poi tanto remota. Basta che l'animale intercetti i raggi della bici e si creano le condizioni per un incidente. E poi il cittadino in questione era stato più volte avvisato dal recedere da quell'abitudine di passeggio».

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