Brambilla: «Casinò negli hotel a 5 stelle»
Fatuzzo: «E' una proposta assurda»

Casinò negli alberghi a cinque stelle. La proposta è del ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che ha inserito una norma ad hoc all'interno del decreto legge di rilancio del turismo. Attualmente sono quattro le case da gioco ufficiali in Italia, (Campione, Saint Vincent, Sanremo e Venezia) ma sono decine le petizioni e le proposte di legge per aprirne di nuove. E con il rilancio di San Pellegrino e la costruzione di strutture recettive a 5 stelle anche nel centro della Valle Brembana potrebbe essere aperto un casinò, dove peraltro ce n'è uno storico chiuso ormai da anni.

Sarebbe una vera e propria rivoluzione in un settore, quello dei casinò, finora bloccato ai quattro siti ufficiali. Un settore peraltro che lo scorso anno ha chiuso con un risultato in rosso, con un meno 4% rispetto al 2007, realizzando introiti per 562 milioni di euro. Nei primi otto mesi di quest'anno le case da gioco italiane hanno incassato 313,1 milioni di euro. La fetta maggiore è quella di Venezia, che ha raggiunto da sola 113,9 milioni di euro. A seguire il casinò di Campione, che ha incassato 78 milioni di euro. Il terzo e quarto posto della classifica sono occupati dal casinò di Saint Vincent che ha raggiunto quota 66 milioni e dal casinò di Sanremo che ha raccolto, invece, 55,1 milioni di euro totali.

Un ordine del giorno accolto dal governo il 25 agosto 2008, prevede fra l'altro che in Italia possano essere aperti al massimo dieci casinò collocati nelle quattro aree geografiche in cui è stata suddivisa l'Italia: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria (zona 1); Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marchè (2); Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria (3); Sardegna e Sicilia (4).

Lo scorso febbraio era stato il presidente del Senato, Renato Schifani a rilanciare la proposta di aprire nuovi casinò. La proposta del Ministro per il turismo Brambilla a giudizio del Partito Pensionati è invece totalmente assurda – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo –. Intanto non tutti gli hotel a cinque stelle sono in grado di ospitare casinò perché non tutti hanno una vasta capienza per tale tipo di attività. Non è credibile che si pensi di contrastare la crisi economica e ridare fiato al nostro turismo con una moltitudine di casinò che porterebbero con loro il rischio concreto di fare la felicità di organizzazioni criminali e di attirare usurai, prostitute, spacciatori di droga e tutto ciò che di più negativo ruota attorno al gioco d’azzardo, con la rovina di tante famiglie».

«Di questo passo l’Italia rischia di diventare una grande bisca – ha proseguito Fautzzo – con “gratta e vinci”, lotterie varie, presunti lottologhi, maghi che danno i numeri, sempre più nuovi e fantasiosi giochini e giochetti: ma è proprio così che le sorti di questo Paese si risollevano? Questo fiorire di centri di gioco d’azzardo, perché tale è il casinò, porterebbe tanti disperati a tentare la sorte – ha rimarcato il leader del Partito Pensionati – e l’obbligo di alloggiare in albergo non sarebbe certo un deterrente e tutto ciò finirebbe per aggravare ulteriormente le condizioni dei più deboli. Forse è il caso di parlare di cose serie di pensare a come risollevare le sorti di tanti lavoratori e pensionati che non ce la fanno più a sbarcare il lunario, alla massa di disoccupati che cresce sempre di più, a rilanciare l’economia che è in ginocchio, a ridare fiato alle nostre attività produttive, ad aiutare l’artigianato e l’agricoltura, il piccolo commercio che stanno attraversando il periodo peggiore della nostra storia: la soluzione a questi problemi non è certamente la “roulette” ma il lavoro, il rilancio della produttività e dei consumi».

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