Martedì 03 Novembre 2009

Seriate, dopo il rogo alla scuola
chiesta la videosorveglianza

Un sistema di videosorveglianza per evitare che si ripetano altri atti vandalici come quelli che, sabato 31 ottobre, hanno provocato 50 mila euro di danni alle scuole elementari Cerioli, mettendo fuori uso una decina di bagni.

«Ora le lezioni si svolgono regolarmente – riferisce la vicepreside Giannalisa Sasso - i bambini sono stati avvertiti di andare in altri bagni e la situazione è in efficienza. Ma noi siamo preoccupati perché questa scuola é spesso oggetto di intrusioni che danneggiano, ad esempio, la macchina delle bibite o i vetri: abbiamo segnalato tutto agli organi competenti. L’ultima richiesta del dirigente scolastico Goffredo Sermide è stata quella di installare un sistema di videosorveglianza».

Anche gli insegnanti, come Anna Maria Locatelli, sono demoralizzati: «Anche tra noi c'è tristezza e amarezza per quanto accaduto. C’è il rammarico di dover pensare che forse gli autori del fatto hanno frequentato questa scuola e utilizzato i bagni che hanno distrutto. Ci si può divertire senza sfociare in vandalismi».

Davanti alla scuola giovani mamme aspettano l’uscita dei figli. La reazione spontanea di Sabina Pelis è cruda: «E' un atto stupido quello di divertirsi spaccando cose di tutti. Serve maggiore presenza da parte delle forze dell’ordine. Ma serve anche controllo da parte dei genitori. C’è un gruppo che continua a far chiasso nel parco davanti alla chiesa di Paderno».

Elvina Carissimi è rappresentante di classe: «Io abolirei Halloween; dobbiamo togliere qualcosa, dare meno occasioni ai ragazzi per fare danni. I genitori devono controllare di più». Anche Nicoletta Campi è rappresentante di classe: «Non é tollerabile lasciare ragazzini di 14 anni in giro di notte». Fabiano Galasso è un papà: «E' stata una cosa oscena; servirebbero videocamere di controllo. La maggior parte della colpa è dei genitori. Non devono darsi l’alibi che i ragazzi non si possono controllare».

Sbotta senza mezzi termini Antonio Faragone: «Non ci sono parole per commentare questo scempio. Bisognerebbe venire davanti a questa scuola di sera a vedere quanti sono i ragazzi di 12-13 anni con gli spinelli. Ci sono gruppetti di veri e propri bulli. Mio figlio di 14 anni non esce di casa di sera. Non perché noi genitori glielo impediamo, ma perché non vuole incontrare gruppi violenti».

Don Cesare Micheletti insegna religione alla media “Moro” adiacente alla elementare “Cerioli”. Racconta: «In classe abbiamo parlato dell’incendio e i ragazzi sono delusi e disgustati da ciò che è stato compiuto; e sono irritati perché adesso gli adulti diranno che i ragazzi sono tutti maleducati e teppisti. Quanto a noi educatori, pecchiamo di disinteresse verso i nostri ragazzi. Ci sono carenze educative nella scuola, in casa, nella comunità cristiana, nella comunità civile».

k.manenti

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